AVVERTIMENTO A sgravio rii coscienza e per assicurare i lettori, devo dire che in questi volumi tutto ciò che riguarda la storia ecclesiastica e i costumi degli Albanesi e la vita missionaria del P. Pasi, fu riveduto da un Vescovo del luogo; anzi di ciascun capitolo ho letto ciò che potesse esigere comunque una correzione o un miglioramento, a sacerdoti indigeni o a altri del paese (per es., sulla corrispondenza del Ciulli) che o furono in mezzo ai fatti, o vissero e vivono in quell’ambiente, e di tutti i suggerimenti amichevoli che mi furon dati, ho tenuto conto con giusto criterio e con perfetta equanimità. Non parlo naturalmente di quel che fu richiesto dalla revisione ufficiale dell’opera. Quanto all’introduzione al li. e al III. Voi., non solo vi introdussi le modificazioni volute, ma sottoposi tutto a un’accurata revisione di persone autorevoli a Scutari e a Roma dove ebbe a dare il suo giudizio confermativo anche uno storico assai dotto del vicino Oriente, che fa parte della Congregazione Orientale. Dalla richiesta delle correzioni uscirono i primi documenti dell’appendice, che tutto mettono al punto. Del resto per quel che riguarda la cultura e il problema religioso-morale in Albania, lasciando stare i documenti che rappresentano appena un minimo saggio, potrei citare le pagine della più autorevole e coraggiosa rivista del paese Hylli i Drites diretta dai RR. PP. Francescani, tutti Albanesi, di Scutari. Il volume delle satire poi del P. Giorgio Fishta O. F. M., svela pei nostri tempi con acre e sanguinoso linguaggio, tutte le piaghe morali del paese, anche fra i cattolici. Io a confronto di certe pagine di scrittori albanesi, e in faccia ai documenti del passato (tristissimi per lungo corso di anni sebbene comuni a molta parte dell’Europa), ho la coscienza di essere stato moderatissimo negli apprezzamenti e nel linguaggio. Va da sè che quando lodo o biasimo, ciò si riferisce al tenore generale del tempo, non a singoli fatti o persone, che poterono essere, e furono alle volte in realtà, migliori del loro tempo, o, viceversa, inferiori alla Società o Ordine a cui appartenevano.