— 289 — Fu in questa predica che si tentò un colpo per le pacificazioni. Tenendo il Crocifisso in mano dissi, che Gesù Cristo con tutto il desiderio che pur aveva di benedire quel popolo, non avrebbe mai benedetto quelli che per amor suo non avessero lasciato il peccato e perdonato al proprio nemico; e chiesi se tra quelli che non s’eran ancor confessati perchè stretti in unioni illegittime o in sentimenti di odio e di vendetta, vi fosse alcuno che preferisse la benedizione e l’amicizia di Gesù Cristo a uno sfogo di passione consigliato dal demonio nemico di Cristo e nostro; e qui mi fermai.. Allora si alzò fra la turba un principale del paese che da molti anni teneva una donna in peccato, e cercava un sangue, e facendosi posto tra la moltitudine seduta per terra, venne a inginocchiarsi davanti a ine, e baciato il Crocifisso disse ad alta voce: « Per amore di Gesù Cristo separo la donna colla quale sono vissuto finora, ed anche perdono al mio nemico che mi deve un sangue, avendomi ucciso uno della mia famiglia senza aver ricevuto veruna offesa, e senza che io ne sapessi il perchè. Sia perdonato per amore di Gesù Cristo ». — Tutti gridarono: a Ti aiuti il Signore! abbi sempre la faccia bianca! ». Allora si accostò un altro, anche persona principale del paese che avea certe questioni con un cotale, e protestò che gli perdonava. Il M. R. Parroco stava vicino a me, e sottovoce mi disse: « Chiami il tale, cioè il bastonato di Vukscanai ». Lo feci; gli dissi che Gesù Cristo volea benedirlo; lo chiamava a deporre ogni dispiacere nelle sue piaghe ecc., ma il bravo uomo non si moveva. Allora cominciarono a chiamarlo i Capi della bandiera, e pregarlo di obbedire e di perdonare. Faceva il ritroso, e restava immobile. Se gli fece coraggio, s’invitò ripetutamente, in fine si alzarono alcuni parenti ed amici, lo presero e lo condussero a baciare il Crocifisso, e lo fece piangendo a grosse lagrime per lo sforzo che faceva a sè stesso con quell’atto. Quindi si fece avvicinare anche l’offensore, e abbracciatisi si diedero uno scambievole perdono tra gli applausi della moltitudine. Il M. R. Parroco chiamò per nome un altro che aveva un caso di sangui col villaggio di Thethi, e durante la Missione avea resistito quanto avea potuto per non perdonare, ma finalmente si era arreso; e questi pure levatosi venne ad inginocchiarsi davanti al Crocifisso e disse: « L’affare mio è difficile; quelli di Thethi hanno verso di me un debito di due sangui, io ne devo uno ad essi; vorrei perdonare, ma vorrei anche essere perdonate; e ciò non può ottenersi senza prima trattare con essi. Ecco che cosa io dico a Gesù Cristo per avere la sua benedizio- 19