— 286 — nel sentire quel colpo, fece ben conoscere che cosa sarebbe avvenuto se qualcheduno fosse restato morto o ferito. Se questi sieno stati tutti casi fortuiti o se ci sia entrato il demonio per impedire l’opera di Dio, io non lo so; i casi però furono brutti. Però quello che c’è avvenuto l’ultimo giorno della Missione cioè il giorno del Patrocinio di S. Giuseppe è tale che mi fa rabbri-dire ogni qualvolta vi penso, e mi pare proprio di vedere in esso l’ultimo sforzo di Lucifero per rovinare l’opera della Missione e conservare il suo impero in questi monti (1). Era il giorno di chiusa della Missione il 23 aprile, III domenica dopo Pasqua. Per quel dì s’erano annunziate cose grandi, benedizioni straordinarie, benedizione papale, erezione della Croce ecc. e s’invitò il popolo ad intervenire più numeroso del solito. S’era già parlato nelle prediche sul perdono dei nemici, e durante tutto il tempo della Missione s’era lavorato per disporre il terreno; l’ultimo giorno si volea tentare un colpo per una pacificazione generale. La pacificazione tra tutte più difficile era quella per causa di una bastonatura tra uno di Piolhi ed uno di Vukscanai, proprio quella che cagionò l’incendio che disturbò la Missione a Lotai e mise il paese a un pelo di fare un massacro, come raccontai, di sopra. Noi allora credevamo che l’incendio fosse nato da un omicidio, e poi se ne fossero succeduti altri mentre era in fuoco la casa; ma non fu vero; in questi torbidi di liti e di combattimenti al momento non si sa mai la verità netta; si sa solo quando tutto è finito. Ecco come era passato quel fatto. Uno della contrada di Piolhi, cognato del Màrasci, venne a parole con un giovane della più ricca famiglia di Scialla nella contrada di Vukscanai, poco distante da Piolhi, contrade tutte e due sul monte di fronte a Lotai. Dalle parole passarono ai fatti e si bastonarono. Nelle montagne dell'Albania il bastonare è più disonorante che l’ammazzare. In generale chi fu ucciso da una schioppettata si reputa morto con onore; ehi fu bastonato vivrà sempre disonorato; e quindi trattandosi di perdono è cento volte più difficile far perdonare una bastonatura che una schioppettata. Chi fu bastonato deve ucci- (1) La mia esperienza missionaria di nove anni in tutte le montagne cattoliche dell'Albania, conferma in modo assoluto le conclusioni del P. Pasi sulle magic e su tutto il resto. Anche nelle Missioni si vede mani-lestamente la reazione diabolica, fatta soprattutto d'intrighi, di accidenti improvvisi, di contraddizioni inaspettate. Dal modo e dagli effetti si riconosce sempre l'intrusione di una potenza superiore, che non è certo la potenza del bene. Il popolo esprime alle volte la stessa esperienza, par-landò di urla e strepiti paurosi di esseri terribili e malefìci che fuggono alla venuta dei Missionari.