— 273 — piò a farle a Gjani, poi a Pianti, a Suma, a Kiri, in Shoshi, indi a Sliala. Questa scorgendosi in questo modo posposta, se ne adontò, ma trattandosi di cose di fede, di atti pubblici di culto, fece tacere i latrati del suo profondo rancore, tirò avanti attendendo il di della vendetta. In questa occasione essendo venuto da Scutari p. Pasi ed avendo parlato a Gjani di questo suo piano prima di parlarne con quei di Sbaia, questi se ne andarono in furia. Il dì dopo di S. Michele radunaronsi alla Chiesa per trattare del come vendicare il leso onore. Io ero all’oscuro di tutto. Fatto il loro convegno furono deputati Prel-Marku alfiere di Sliala, Zokol-Baslia capo di Pecai, Zokol-Vukzani capo di Dociai, Kol-Mehmeti capo di Lekai, Mark-Kola capo di Ghimai a trattare con me. Entrati in stanza, con quella superbia, con quella baldanza propria dei Shalignani si dimostraron contrari ad accettare qualsiasi legge approvata da quei di Foglili e di Mghola (Queste sono le due fratellanze più deboli e di razza più bassa tra quelle di Pulati e con questo nome volevan significare Gjani-Plani-Kiri e Suma). « Noi, noi, ripetevano con minaccia, noi fino ad ora abbiamo fatto le leggi per noi e per gli altri, non gli altri per noi. Noi siamo usi a comandare, non ad ubbidire. Noi protestiamo contro l’insulto che si trama di farci. Non sopportiamo che alcuno ci imponga leggi, nè soffriamo che uso tale sia passato in eredità ai nostri e se voi parteciperete in qualsiasi modo ad approvare od accettare per noi delle leggi fatte da altri, noi vi cacceremo dalla casa, dalla chiesa, dalla tribù. Erami ignota del tutto la venuta del p. Domenico a Gjani, le intenzioni di questi e di M.r Vescovo; nè sapeva il perchè si fosse sollevata la popolazione. Quand’ecco alla sera certo Uik-Deda di Kiri, servo di p. Pietro da Sinigaglia parroco di Shoshi e superiore della missione, per mezzo di una lettera mi svelò il mistero. In essa mi si diceva di venire alla domane a Shoshi per combinare una a Mgr. Vescovo sul modo di pubblicare e far accettare un piccolo corpo di leggi religioso-civili a prò del popolo. Ed ora? Mi trovava tra l’incudine ed il martello. Che fare? Scrissi al mio superiore genuinamente il fatto come stava e Monsignore con p. Pasi giudicarono d’attendere tempi migliori per eseguire i loro piani ». Osserva in fine che il P. Pasi il giorno dopo era in viaggio per la disastrosa via di Guri i Lekes alla volta di Dushmani, per dar principio all'ultima missione rimasta di Pùlati. In questo documento che ci riferisce sicuramente un fatto molto importante, vi sono però parecchie inesattezze cronologi- 18