— 358 — dei giovani, non si può non avere l’impressione che non si fosse troppo severi e diligenti nella scelta dei candidati e anzi si resta sorpresi che alle volte anche dopo cacciati fossero ordinati altrove, pur tuttavia se ci fu in Albania un Clero a cui si deve in parte la preservazione della fede, fu il Clero uscito dai tre Collegi. Troviamo infatti, anche prescindendo dalle terribili relazioni dei visitatori (cfr. Marino Bizzi e Stefano Gàspari) sul resto del basso Clero, un monito severo di Propaganda ai vescovi ut abusus tollant, et praesertim illuni ordinandi Sacerdotes ignaros (Acta 30 Ap. 1642. Cong. 287). E su tal punto la S. Cong. ritornava con il 12 settembre 1642 (Cong. 28): Retulit R. P. D. Lanuuius litteras Archie-pi Antibarensis de ordinationibus Sa-cerdotum, quae fiunt in Albania contra Sac. Canonum dispositio-nem ab ep.is illius Prouinciae, de quibus ordinationibus factum est decretum ad relationem missionari or um Albaniae, et alias pluries fuit scriptum ad Praedictos praelatos (1). Quanto agli altri abusi che qui si accennano, senza nominarli, altrove si parla (1) È tanto preoccupata la Cong.ne per quell’abuso che sospende perfino il Vescovo di Alessio: « Ref. eodem Em.mo D. Card. Brancatio litteras Epi Scutarensi de inconuenientibus repertis in eius Dioecesi ob administrationem Epi Alessiensis, qui ordinauit Clericos ad Sacerdotium ante legitimam actatera et alios inhábiles S. Cong.o iussit ptum Epüm Alessiensem commo-neri, quod ob pta suspensus est a Collatione Ordinum, et ideo consulat conscientiae suae, et de coetero a similibus abstineat... ». Leggendo i ponderatissimi documenti di Propaganda sulla storia dell’educazione ecclesiastica in Albania (e altrove) nel sec. XVII, sembra quasi di assistere a chi raccoglie le spazzature dalla strada,... ma fu pure colpa di una infelicissima educazione! All’opposto la S. Congr. comprendeva che i Candidati al Sacerdozio devon sempre rappresentare la parte più scelta (l'élite) dell’umanità, badando soprattutto ai criteri dell’ereditarietà (buona famiglia), e di un temperamento fisico e morale, che dia una certa sicurezza, che i futuri ministri di Dio possano e vogliano custodire intatto l’onore della castità sacerdotale. L’immensa maggioranza del genere umano per legge del Creatore non è fatta per questo. Elementi anche solo incerti riescono generalmente fatali. Al temperamento integro, moralmente sano, si aggiunga l’attitudine dell’ingegno all’acquisto di una scienza solida e sicura almeno delle cose eterne. Una educazione manchevole guasterebbe poi anche i buoni elementi. E prima di introdurre un giovane nella scuola del Santuario, dovrebbe esser esaminato e provato con oculata diligenza, non essendo i chierici pecore o capre che s’intrup-oano comunque in un ovile! Tale era il senso dei gravissimi e ripetuti