Due contrade in rotta fra loro si riconciliarono. Tre donne che facevan magie col sale, chiesero perdono pubblicamente e si sottomisero alla penitenza del sasso. Due persone, strette parenti vissute insieme per anni con iscandalo del paese, e che l’Arcivescovo non era riuscito a separare, si divisero di abitazione. Commoventissimo il perdono di un giovane a cui era stato ucciso il fratello n’moh, cioè senza che apparisse l’uccisore. Non sapeva indursi a perdonare senza conoscere a chi perdonare. « Se gli si diceva cbe perdonasse per amore di G. C. chiunque fosse l’uccisore: Gesù Cristo gliel’avrebbe anzi ascritto a maggior merito; tutto inutile. Supponiamo, diceva, che io perdoni oggi; di qui a un anno si manifesterà forse il reo e si vanterà di avermi ucciso il fratello; il demonio farà che io mi penta del perdono dato, e allora io sono rovinato, perchè tradirò Cristo. Ma se egli ora si manifesta, io gli perdono di tutto cuore; se non so chi sia, mi è impossibile perdonare; tutti si confesseranno e guadagneranno l’indulgenza della Missione; io solo per mia disgrazia resterò privo di queste benedizioni. E così dicendo piangeva da muovere (a) pietà. Più volte venne a parlare al Missionario, ma senza nulla concludere; l’ultimo giorno disse che voleva ubbidire anch’egli a Gesù Cristo, ma chiedeva licenza che prima di baciare il Crocifisso, potesse rivolgersi al popolo, e pregare che se mai tra gli astanti ci fosse l’uccisore di suo fratello, si manifestasse senza timore, perchè gli perdonava, gli si desse questa consolazione di sapere almeno a chi perdonasse. Gli fu concesso quanto domandava; egli dopo che ebbero perdonato gli altri, rivolto al popolo fece quella preghiera, ma con parole sì commoventi e con singulti tali che fece piangere tutta l’adunanza. Nessuno dei presenti disse d’esser stato egli il reo, e il nostro giovane dopo un breve silenzio, continuò: ebbene perdono per amore del S. Cuore a chiunque sia l’uccisore di mio fratello, e baciò il Crocifisso. Anche a Traboina si offrirono limosine e regali al S. Cuore per oltre 1000 piastre cioè 200 franchi circa, e più di 60 animali venduti per 300 franchi, denaro destinato a comperare una statua del S. Cuore e a restaurare la Chiesa. Un principale di Traboina, che io conosceva da parecchi anni, e che allora tornava da Uralia (Krnfca!) dove aveva lasciato gli altri montanari chiamati dal Governo per le ragioni dette più sopra, mi riferì che a Scutari si stava pessimamente; i cristiani poveri morivano di fame ; noi odiatissimi dal popolo turco, che va