— 265 — di parlare col P. Prefetto e con P. Deda. Si ritirarono in una stanza e Baie Gjoka disse subito che quelli della sua fratellanza insieme con un’altra erano stati i provocatori e bisognava quel giorno metter tutto a posto. Ma non tutti avevano raggiunto il grado di fervore e di umiltà di Baia e sebbene i suoi compagni volessero venire a una composizione, non erano così disposti a dire che avevano sbagliato. Si parlò coi Capi dell’altro partito, i quali persuasi com’erano d’aver ragione non s’inducevano a cedere in nulla dei loro diritti; anzi su questi non volevano neppur discutere. Finalmente si arresero a prendere il sasso in ispalla e giurare che per quanto essi sapevano e avevano per tradizione di sette generazioni, le due fratellanze che accampavano diritti su quel terreno, non ne avevano affatto, ma era proprietà esclusiva delle altre tre. Si riunirono i Capi e si disponevano a compiere quel rito, quando Baie Gjoka non seppe più tenersi e alzatosi, disse: « No, compagni, non facciamo questa cosa di obbligare al giuramento i nostri fratelli ; e voltosi agli altri: noi continuò — abbiamo torto; noi vi abbiamo provocato; perdonateci; non si parli più di questa cosa ». 1 compagni, approvarono, si abbracciarono cogli avversari e tutto fu finito. Restava ancora un imbroglio da aggiustare tra la fratellanza di Dedè Kola, il bravo parlatore che già conosciamo, e un’altra. Eran occorse varie uccisioni durante i 30 anni precedenti tra le due fratellanze. L’ultimo ucciso era stato della famiglia di Dede Kola, e sebbene fosse stato sangue per sangue, pure l’uccisore aveva ecceduto, come suole avvenire, e però era rimasto in debito a Dedè Kola. Il debitore pregò i missionari che cercassero di ottenergli il perdono che avrebbe regalato un fucile. Dede Kola interpellato disse che era pronto a fare qualunque cosa per amore di Gesù Cristo, e quando sentì di che si trattava e che lo si pregava a perdonare e baciare il Crocifisso chiudendo una catena di sangui, prese con molto rispetto il Crocifisso e baciatolo, e messoselo alla fronte, disse: « Nella circostanza di questi santi giorni se mi avessero uccisi venti figliuoli, e mi dovessero venti sangui, tutti li perdonerei volentieri per amore di Gesù Cristo, molto più facilmente posso perdonare il san-