— 279 — a questi fatti, era freddo e non si scomponeva e ci diceva : « Mangino, Padri, e lasciamo che quelli di là dal fiume si ammazzino; sono cose che avvengono tutti i giorni; in questi luoghi regna il demonio che mai non ci lascia quieti ». Frattanto stavamo pensando se dopo la refezione si doveva andare o no alla chiesa; forse non sarebbe venuto nessuno; forse sarebbero nati nuovi disturbi. Vennero tre Capi del paese e mi presero in disparte dicendo, che aveano da parlarmi. Ci allontanammo un po’ nel campo vicino alla casa, e messici a sedere sopra un sasso, uno prese a parlare anche a nome degli altri e disse, che in quel giorno una grave ingiuria aveano ricevuto essi ed io pure per ciò che era succeduto alla chiesa; aver deciso di gettare il kusctrìm o accorr’uomo, e punire chi aveva cagionato quel disgusto. Li presi colle buone; portai tutte le ragioni per isminuire la colpa di Màrasci, e per mostrare che si dovea ringraziare il Signore dell’essersi terminata così la cosa; li pregai a obbedire a me, a non darmi un dispiacere; si dimenticasse tutto, si continuassero le funzioni come se nulla fosse stato; non se ne parlasse più. Allora essi mi dissero: Ebbene, noi faremo così: « A Lotai sono due fratellanze, e in ciascuna sono più di venti famiglie; tra di noi non vi fu mai buon’armonia; solo in quest’occasione ci siamo uniti alla chiesa; di solito il Frate fa due konak o stazioni, una volta dice Messa e confessa in una fratellanza e un’altra volta nell’altra; noi dunque faremo così: ci dividiamo e verremo alla chiesa con ordine, un giorno quelli di una fratellanza, un giorno quelli dell’altra, tutti insieme non possiamo ». Mi misi a ridere; li presi colle buone; dissi che essi doveano ascoltare me; avevamo cominciato bene, volevamo finir bene, e altri argomenti che valessero allo scopo. Come Dio volle si arresero; vennero meco alla chiesa, dove confessai tutta la sera. Anche i ragazzi si raccolsero quasi tutti. L’ultimo gii-natar di Sciosci venne a confessarsi ed a fare la separazione. Il giorno dopo venne anche Màrasci per confessarsi e per invitarmi ad andare ad alloggiare una notte in casa sua. « Benissimo, risposi; ma la questione di ieri come è rimasta? Vi siete perdonati, oppure siete ancora in rotta? » « No, Padre, disse: quella è cosa finita; fu una rabbia lì per lì, del momento, adesso tutto è finito ». Deo gratin*. Fino al termine della Missione tutto andò bene; ogni giorno tutta le gente veniva alle funzioni; accorrevano anche da contrade lontane; tutti si confessarono e con le più belle disposizioni; dei sei giinatar che erano in paese, tre si confessarono e separarono; uno venne a fare la separazione alla chiesa parrocchiale; il che era moltissimo, perchè in queste circostanze vo-