— 103 — serie di uccisioni senza regola e tutte sbagliate. All’arrivo dei missionari la matassa era più che mai arruffata. Da Pùlaj essi si erano recati a Rana e Hjedliun sulla riva del mare, contrada che dipende dalla Chiesa di Kòlaj, vi istruirono i ragazzi, confessarono i vecchi e gli ammalati e poi sali-lono alla Chiesa per farvi la missione regolare. Se non che prima che si fosse ottenuta una tregua dei sangui, molti non osavano venire alla chiesa. Gli animi erano talmente esasperati che la notte precedente all’arrivo dei missionari si erano circondate alcune case per riprendere i sangui prima che la missione invitasse al perdono. La cosa era per conseguenza difficilissima, tanto più che c’era fra l’altro anche il sangue dell’amico, per la protezione o besa violata rispetto ai garanti, persone principali. Il motivo per cui il sangue così detto dell’amico è difficilissimo e praticamente imperdonabile, è che si viola l’unico elemento di sicurezza che esista nelle montagne, la besa, o fedeltà, o protezione che una famiglia o una persona esercita sopra un’altra che si trova in pericolo. In Albania uno per esser sicuro della propria vita, non viaggia mai solo, soprattutto se è in sangue. In questo caso se uno è trovato solo è irremissibilmente ucciso, e l’uccisore non è responsabile perchè ha preso il suo, ma se l’ucciso si trova, per qualche segno riconoscibile, sotto la protezione, o in compagnia di un altro, chi lo uccide, ha preso, è vero, il suo sangue, ma è caduto nel sangue dell’amico. Il protettore è obbligato in vigore di un principio di sicurezza pubblica e per puntiglio di onore a perseguire il sangue senza misericordia. L’autorità pubblica ha approvato questa legge tradizionale, poiché quando il governo periodicamente impone la pacificazione generale, eccettua sempre i sangui dell’amico. « Per queste ragioni, mi piace osservare col P. Pasi, v’è chi crede che si possa senza nessun peccato prendere il sangue dell’amico riducendo la questione al diritto che ha ciascuno alla propria conservazione, all’esigenza del bene pubblico, a un uso e legge antichissima introdotta, accettata e sostenuta da tutta una nazione, coll’approvazione, almeno tacita, dell’autorità pubblica. Altri invece vogliono che, non solo qualunque vendetta privata in generale, ma anche questa dell amico, nel modo che si