— 99 — fino alla porta, ma distinte tra loro in modo che le Monache sorveglianti possano passare tra l’una e l’altra. I bambini fono tutti inginocchiati per terra, senza banchi, all’uso antico di Scu-tari. C’è un silenzio profondo e una grande aspettazione. Si comincia con un gran segno di croce, che fa il Padre a voce alta e si ripete parola per parola da quei duecento bambini. Allo stesso modo si dicono, o meglio si cantano, il Pater, VAve, il Credo, la Salveregina. Fin qui i bambini sono stati in ginocchio colle mani giunte come tanti San Luigini. Adesso li facciamo sedere tutti sulle calcagna all’albanese. E qui comincia la spiegazione del Catechismo. Sono i trattati de Deo uno et Trino et de Incarnatione, come ce li spiegava il P. G. B. Terrien a Lavai, ma sminuzzati e ridotti a fetterelle e bocconcini proporzionati alle boccuccie e ai denti da latte dei nostri scolari. Adoperiamo il metodo delle domande e risposte; però, come è naturale, nella prima lezione bisogna far la domanda e insieme suggerire la risposta; ma questo si deve fare cantando, perchè c’è più interesse, e i bambini si stancano meno e imparano assai più facilmente, e V. R. vedrà come sono pronti a ripetere tutti insieme tre volte la proposizione o frase sentita dal Padre, anch’essi cantando nello stesso tono e con gusto incredibile. Questo è un metodo facilissimo per far imparare a mente orazioni e catechismo a chi non sa leggere; e noi l’adoperiamo con molto profitto nelle Missioni dove rozzi contadinelli in pochi giorni imparano ciò che in una scuola regolare non si imparerebbe coi libri in doppio tempo o triplo. E se V. R. avesse tempo di far un’altra visita ai bambini dell’asilo il terzo giorno del triduo, resterebbe ammirata dalla prontezza colla quale tutti quei bambini insieme, come fossero un sol uomo, rispondono colle parole messe loro in bocca dal Padre il primo giorno, alle corte e chiare domande: Chi è Dio? — Dove è Dio? — Ci vede Dio? — E noi perchè non vediamo Dio? — Quanti Dei ci sono? — Quante Persone sono in Dio? — Chi è Gesù Cristo? — Quando nacque G. C.? — e così di seguito per tutti i due trattati teologici. E non bastarono due trattati del dogma mattutino del P. Terrien pei nostri piccoli eroi, ma si dovette metter mano alla materia de Sacramentis del P. Schiffini, e ne impararono molte tesi, oltre le cose necessarie per ben confessarsi. Ma noi abbiamo ancora i nostri bambini seduti sulle calcagna. Dopo esser stati dieci minuti in quella posizione essi sono stanchi e uno butta fuori una gambetta, l’altro si appoggia al vicino, un terzo comincia a giuocare col beretto, però senza lasciar di rispondere cogli altri; allora le monache sorveglianti un