r - e.- — 307 — e proseguirono verso gli stari della montagna. Segue una scena di biblica semplicità. « Giunti ad una fontana trovammo un pastorello che custodiva alcuni capretti. Fu contentissimo in vederci, ci fece mille domande, e poi messosi sulle spalle il miglior capretto che aveva, ci disse di seguirlo, che ci avrebbe accompagnato fino allo stana o baito, dove erano gli altri di sua famiglia, Là trovammo quasi tutti i cristiani di Scakota fuor di sè per la contentezza di averci tra loro. Le donne ci fecero subito il caffè, andarono per acqua fresca, ci offersero da mangiare, e intanto gli uomini ammazzarono il capretto per la cena ». Trovarono che tutti avevan conservato l'uso, dal tempo della missione, di recitare le orazioni, e i pastori ne facevano risonare i sentieri delle montagne. Era stato motivo di contese coi [»astori musulmani che se ne indispettivano, sebbene gli adulti lodavano le orazioni dei cristiani, e gustavano di sentirle. Da Shakota passarono a Suina, e si diressero verso la bje-shka sperando trovarvi più gente. Invece non v’erano che le donne e i ragazzi; gli uomini erano in paese per zappare il terreno. Restarono una notte e il 5 luglio detta la Messa per tempissimo a comodo dei pastori, s'incamminarono alla volta di Xhani dove giunsero verso mezzodì accolli a festa dal Vescovo. Il giorno seguente stavano per partire per Plani quando giunsero in fretta due di Mègulla che volevano il sacerdote per uno colpito dalla folgore. I missionari dovevano passare di là e si misero subito in cammino. Lo trovarono col perfetto uso delle facoltà mentali, ma aveva ricevuto una scottatura lungo il lato sinistro col quale si era appoggiato alla pianta per cui era discesa la folgore. Il Padre si recò poi alla chiesetta del villaggio, radunò il popolo, annunciò la consacrazione che si sarebbe fatta a Shoshi; lesse l’atto di consacrazione e partì coi compagni per Plani dove restarono due notti da D. Lazzaro. Dopo la missione dell’inverno precedente era avvenuto che quella vecchia di cui si raccontò a suo luogo che aveva perdonato all’uccisore dei suoi due figli, si era lasciata montare la testa e aveva detto d'aver perdonato l’odio sì, ma non il sangue. Il parroco prese occasione dalla visita inaspettata del Padre Pasi per tentare un nuovo assalto. Fu chiamato il cugino del-