— 290 — ne: Io perdono i due .sangui che mi devono quei di Thethi, purché essi me ne perdonino uno che devo ad essi; » e rivoltosi al popolo domandò se avea detto bene o male. Tutti risposero: « Bene, bene; abbia anch'egli la benedizione ». Mentre si faceva un perdono, si avvicinava or l’uno or l’altro e dicevami all’orecchio: « Padre, chiama il tale che perdoni al tale altro col quale è in rotta » oppure: « Fa ohe vengano qui ad abbracciarsi il tale e il tale ». I Capi stessi che co-noscevano tutte le condizioni del paese, chiamavano or l’uno or l’altro, e li facevano venire a baciare il Crocifisso. E intanto il popolo stava quieto? Sì; e con un interesse grande assisteva a queste pacificazioni, perchè, cosa straordinaria, tutti più o meno vi avevano interesse o per la miserabile loro condizione presente o per ciò che da essa poteva avvenire in seguito. Non so ricordare quante paci si sieno conchiuse in »¡uella occasione; il M. R. P. Camillo mi disse di poi, facendone il conto, che coi perdoni dati quella mattina s’erano preservate 18 famiglie, e parecchie fra le principali, da una più o meno prossima ma certa rovina, senza contare i danni e disordini che ne sarebbero derivati, se si fossero presi i sangui. Avevamo stabilito col M. R. Parroco di consacrare la parrocchia al S. Cuore di Gesù. Questa funzione coll’erezione della Croce si rimise al dopo pranzo essendo già tardi e noi e la gente stanchi. Mentre mangiavamo e benedicevamo il Signore per quanto s’era degnato di operare in quel giorno, il M. R. Parroco si meravigliava altamente, e non sapeva capire come in dodici giorni tanta gente si fosse riunita alla chiesa, e non fossero nate disgrazie ed uccisioni. E soggiungeva: « Per me, che ronosco questo paese, dico che questo è un vero miracolo. Il giorno non è ancora passato, e sto sempre in timore di qualche cosa, ma se il giorno d’oggi passa senza disgrazie, con tanta gente e di tante contrade tutte tra di loro in rotta per sangui ed odi recenti o antichi, dobbiamo ringraziarne il Signore in modo singolarissimo ». Si diede il segno per la funzione. Si stabili di fare la processione che con tanta gente sarebbe riuscita un incanto, e per quelli che non l’aveano veduta i giorni precedenti, cosa al tutto nuova e meravigliosa. Dopo la processione si dovea esporre il SS. Sacramento; fare davanti ad esso la Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù seguita dalla Benedizione; finire il tutto colla erezione della Croce e benedizione delle croci che i privati avevano costruite durante la Missione.