— 117 — vano; Melezio, per es., era stato deposto dalla Sede metropolitana di Sofia, per cattivi costumi nel 1631, e poi era un intrigante. Atanasio scrisse una lettera a Alessandro VII (1655-1607) trattando dell’unione con Roma. Segno che questa unione o non c’era stata o non era stata sincera. Certamente nel secolo XVIII la chiesa di Okrida si contava fra le scismatiche. A ogni modo la seconda metà del sec. XVI e la prima metà del XVII furono il periodo più triste della storia di quella Sede. Mentre il periodo precedente ci aveva presentato uomini superiori dal punto di vista spirituale e sociale, ora gli Arcivescovi o Patriarchi son uomini del tutto indegni. Fanno continuamente viaggi per mendicare; a volte in Occidente, a volte dai Cosacchi e verso la Russia. Potevan benissimo far anche la parte di cattolici. Nella seconda metà del sec. XVII ci troviamo già meglio. Okrida giudicata di fronte a Roma, rappresenta in realtà un tentativo di autocefalia ecclesiastica orientale, nata dalla ambizione dei Vescovi e dalla ragion di Stato; è la tendenza comune, fatalmente disgregativa della Chiesa Orientale ortodossa. Ancorché Ipek per Okrida fosse scismatica, e dal Patriarca ecumenico di Costantinopoli questa a sua volta fosse guardata con occhio geloso talché il suo Arcivescovo era considerato e odiato cordialmente come un rivale, pure Okrida stessa, rispondendo sempre, del resto, ai principi della sua origine, non fu mai schiettamente cattolica e meno che meno romana. Lo dimostra la patina di scisma che questa chiesa pri-maziale lasciò nelle chiese suffraganee del Sud dell’Albania, Korica, Ispati-Muzekeja che poi diventò la Sede di Elbasan, Berat da cui quest’ultima dipese per un certo tempo, la Hi-mara, Kanina, Valona, Glavinica, Durazzo stessa che nella prima metà del secolo XVII le era soggetta, e Dibra, quantunque il Farlati parli degli Archiepiscopi Achridani Latini, c l’abbiamo notato anche noi in un certo periodo di tempo. Anzi egli sospetta che la diocesi di Prizrend sia sorta per aiutare Okrida nella lotta contro gli scismatici di fronte all’aggressione politico-religiosa degli Slavi.