— 143 — s’era trovata la popolazione cattolica degli occulti nell’Archi-diocesi di Scopia, passiamo al racconto dell'opera missionaria di P. Pasi durante le 7 settimane che ci passò negli anni 1893-94. A S. E. Mgr. Andrea Logoreci dopo un anno e mezzo di Sede Vacante era successo S. E. Mgr. Pasquale Trokshi sacerdote dell’Archidiocesi di Durazzo e che per più anni era stato Vicario Generale di Mgr. Raffaele d’Ambrosio O. M. Fattosi consacrare da S. E. Mgr. Pasquale Guerini nel Collegio Pontificio Albanese nel marzo del 1893 domandò subito un Padre che desse gli esercizi spirituali al clero, e pregò il Superiore della Missione Volante che mandasse Missionari in vari luoghi della sua Archidiocesi che vi erano desiderati dal popolo e dal clero. Essendo partito il P. Bonetti pel terz’anno di probazione, di missionari non c’era rimasto più che il P. Pasi e il Fr. Antu-novic. E però c’era poco da scegliere e il P. Pasi partì lui stesso per eseguire i desideri del Vescovo, il 26 agosto 1893. Era in compagnia di un chierico il quale terminati i suoi studi tornava nella propria Archidiocesi. Raggiunsero Prizrend in quattro tappe: Gomsiqe, Berdhet (parrocchia di Qafamalit), Zarishté (due ore oltre il Drino: parrocchia di Gjakova) e Prizrend, pernottando ogni volta in qualche famiglia cristiana accolti con grande ospitalità. A Prizrend trovò Mgr. Trokshi giuntovi qualche giorno prima da Scopia, e raccoltisi i sacerdoti per gli esercizi predicò le due mute in modo che tutto fu terminato pel 16 settembre. L’Arcivescovo volle s’introducesse l’Apostolato della Preghiera e fu dato un grande impulso alla divozione del S. Cuore. Per la metà di ottobre il Padre avrebbe dovuto recarsi nelle montagne di Pillati a compiere le Missioni dell’anno precedente. E però stabilì d’accordo con l’Arcivescovo di impiegare il mese di cui poteva allora disporre in dar missioni alle città di Prizrend, Ipek e Gjakova. Pei villaggi non era tempo opportuno. Cominciò a Prizrend il 17 agosto e terminò il 24. Gli esercizi della missione furono adattati alla comodità dei fedeli che dovevano recarsi per tempo al bazàr. La mattina due ore prima della levata del sole dava principio con le preghiere dell’Apostolato, seguiva la predica e la Messa frammettendo i soliti canti sacri. La sera mezz’ora prima del tramonto