— 161 — stato per dirgli. Gini, gli dissi, parecchi tra quelli che qui si trovano, hanno degli odi da perdonare per amore di Gesù Cristo e desiderano di farlo per poter avere le benedizioni di questo giorno; qualcuno deve cominciare. Dà tu il buon esempio, perdona a chi t’ha ferito il fanciullo e vieni a baciare il Crocifisso e riceverne la benedizione per te e per la tua famiglia. Gini, come accennai, era buono e mal volentieri si sarebbe indotto a vendicarsi sul feritore del fanciullo, ma per perdonare ci voleva una ragiorie che gli salvasse l’onore presso il mondo. Ebbene ora l’aveva e subito rispose: Sì, perdono per amore di Gesù Cristo e baciò il Crocifisso. Poi chiamò quelli di sua famiglia, perchè essi pure venissero a baciare il Crocifisso, come fecero ». Ho riferito per intero questo caso, che non è, del resto, straordinario, soprattutto perchè ci son messi in evidenza certi elementi psicologici e morali dei sangui, che conviene aver presenti sempre. Non bisogna essere indotti a credere dalle osservazioni del P. Pasi, che, per essere necessaria, nella pacificazione dei sangui, una certa soddisfazione pubblica dell’amor proprio di chi perdona, in quanto mostra che non s’induce a quell’atto per viltà d’animo, ma per un motivo superiore, questo non ci sia, o sia trascurabile. Basti confrontare l’effetto pubblico del perdono che si soleva fare periodicamente davanti a una commissione governativa, e questo che dipendeva da motivi religiosi. La quale osservazione vale pure pel fatto dei garanti, dai quali per avviso del P. Pasi non conveniva mai prescindere se si voleva avere maggior sicurezza di perseveranza nel buon proposito. Questo era un sussidio sociale, non una necessità psicologica, spirituale. Anche col governo si mettevano i garanti, ma a che servivano la più parte delle volte? Continuando, dopo il perdono di Gini, seguiron altri che deposero odi mortali, e ci furono altre pacificazioni di sangui. Un tale perdonò l’uccisione dell’omiro. Vi era una circostanza che facilitava. Il giovine offeso aveva già tentato due volte di riprendere il sangue sparando contro l’uocisore dell’amico, ma il colpo era tutte e due le volte andato fallito. Una donna si levò a perdonare il sangue del fratello. Siccome era rimasta sola, un tale d’un altro villaggio s’era incaricato della vendetta; essa gli fece sapere che ormai desistesse da quel proposito. 11