— 157 — nara. Si seppe poi che fu rimandata alla famiglia dei propri fratelli libera di fare quel che volesse. In quel villaggio la divozione al S. Cuore di Gesù Cristo ottenne secondo che ci racconta il P. Pasi alcune grazie che si potrebbero dire miracolose. Un tale era travagliato da continue febbri. Il Padre lo consigliò a raccomandarsi al Cuore di Gesù e gliene dette l’abitino. Da quel giorno cessarono interamente le febbri e rimase in perfetta salute. Un altro fu preso da dolori strani in tutta la persona. A questo si aggiunsero terrori molestissimi prodotti da apparizioni di spettri come pareva a lui, che lo facevano dare in smanie e chiamar aiuto. Il Padre lo visitò, lo confortò coi Sacramenti, gli diede l’abitino, ma non ne fu nulla che anzi occorsero altri e più gravi assalti del solito male. Ci fu richiamato in tutta fretta, d’urgenza, e trovò il giovane in pietosissime condizioni. Fece inginocchiare i presenti, recitarono il Rosario del S. Cuore e sette Ave Maria alla Madonna e fu collocata un’immagine del S. Cuore vicino al letto. Da quel giorno il giovane non ebbe più molestie e fu guarito. Intanto era giunto il tempo di ritornare a Gjakova per riposare un poco dalle fatiche gli ultimi giorni di Carnovale. Vi arrivò la sera della domenica di Quinquagesima, e rimase sodisfattis-simo di ritrovare la popolazione che aveva mantenuto interamente il fervore della missione data l’anno prima in quella città. Ciò si doveva in gran parte alla cura dei Sacerdoti del luogo che non avevan lasciato spegnersi la fiaccola che il Padre ci aveva acceso con la grazia del suo apostolato. Nel pomeriggio del mercoledì delle Ceneri i missionari sono in campo di nuovo e questa volta a settentrione della « ittà di Gjakova, nella bella e vasta pianura di Rijeka. Tutti i cattolici sparsi in quei villaggi, in parte interamente cristiani, in parte misti con popolazione musulmana, erano fandesi, e di Merturi (Berishe). Non essendo possibile fermarsi in ciascun \ illaggio a darvi una missione regolare, si pensò di percorrere deparatamente i singoli katund visitando gli ammalati e cominciando a istruire i ragazzi per invogliar tutti a convenir per una missione regolare in un luogo centrale e a tale scopo fu scelta « Novasela