— 69 — se la missione ad Aràpscia e poi si andasse a fare quella di Tra-boina. Decisi che avremmo continuato ancora due giorni affine di terminare le confessioni, quanto a Traboina, volea rimettere l’andata ad altro periodo di tempo. Ma là pure c’erano stati i partiti, si minacciavano tumulti e scandali se noi non andavamo allora. Tuttavia per allora lasciai la cosa sospesa. Il martedì 30 marzo concorso grande a tutte le funzioni; moltissimi perdoni, il 31 chiusa...; Trentadue erano i sangui di Aràpscia, oltre gli altri odi e imbrogli minori, i quali però quasi tutti sarebbero terminati in sangui. Tutto, nessuno eccettuato, furono perdonati ». Non ostante che la missione fosse stata corta e disturbata, il paese che era dei più imbrogliati si convertì al bene come per incanto. Furon offerte 70 tra pecore e agnelli dei più scelti e i mille franchi ricavati servirono a comprare una statua del S. Cuore e al restauro della Chiesa. « Il messo mandato a Scutari non era ancora tornato; ma le notizie che venivano di colà, erano brutte. Una giamìa o moschea era stata profanata dai cristiani con uccidervi un porco (animale immondo e aborritissimo pei maomettani) e spargerne il sangue per la moschea e attaccarne le carni e le interiora ai muri di essa. I turchi ne erano furiosi; i cristiani circondati dalla truppa; il bazar chiuso; si temeva il Montenero vicino e desideroso di occupar Scutari; noi presi di mira in modo particolare dai turchi; guai se il popolaccio turco avesse potuto averci in mano. I turchi volevano abbruciare il villaggio di Riolhi che (dicevasi) aver fatto insulto in quella giamìa; i cristiani delle montagne vi si opponevano, c’era pericolo che scoppiasse nuovo tumulto a Scutari; e potea nascere una guerra tra gli stessi montanari che già cominciavano a far partiti, alcuni in favore dei Riolhesi, altri contro di essi. Come si vede la posizione non poteva essere più critica. Decisi sospendere il corso delle missioni e differire anche quella di Traboina. Sparsane la voce a Traboina, fu una costernazione generale; vennero ripetute commissioni a pregare e scongiurare di andare ancor da loro: stetti duro pel no; quando mi arriva un biglietto dal M. R. P. Basilio da Dongo Parroco di Traboina, nel quale mi dice che ha già pubblicato il nostro prossimo arrivo; nel domani tutta la Parrocchia si sarebbe raccolta e in corpo sarebbe venuta a prenderci; disordini grandi aversi a temere se noi persistevamo sulla negativa. Poco dopo mi si annunzia che una rappresentanza di 40 persone sopraggiungeva a pregarmi di