— 165 — pratica cattiva o vuol vendicarsi ecc. non si confessa, o si considera come separato dagli altri fedeli; ma se egli si fa turco, con ciò stesso può far quelle cose e glielo permette la religione che pur si vuole sia da Dio. Gli stessi vizi ottenebrano l’intelletto, fanno nascer dubbi sulla fede, portano all’apostasia e quindi molti cristiani che vivono male e scandalosamente, finiscono col farsi turchi. La terza ragione di defezione è l’ignoranza in cui vivono i cristiani specialmente delle montagne, delle cose più necessarie ed indispensabili a sapersi e credersi. Di cristiano si può dire che non hanno che il nome o poco più, ma nulla sanno della propria religione: s’ignorano i misteri principali della fede, non si sa che vi hanno i comandamenti, non si ha idea dei sacramenti che si ricevono materialmente senza le dovute disposizioni; suU’anima, sull’altra vita si hanno idee false ed errori. Orazioni non si sanno, e quindi non si prega mai o pochissimo. D’altra parte si crede che tutte le religioni vengono da Dio, e che tutte sieno buone. Quindi non essendo tali cristiani attaccati al oristianesimo che per un filo sottilissimo, finché stanno in paese tutto cristiano si reputano a vergogna cambiare religione e restano cristiani; ma se vanno tra turchi, non passa molto tempo che se ne fanno seguaci. E così tutti i turchi di Gasci, Krasnice, Buttici e delle pianure di Giakova, Ipek, Prizrendi erano cristiani delle tribù di Beriscia, Thaci, Kabasci, Sciala ed altre. Molte volte sentivamo dirci: Quella contrada dieci anni fa era cristiana, ora s’è fatta turca : quelle tre famiglie si sono fatte turche due anni fa, quel tale è venuto ad abitar qui cinque anni fa, or s’è fatto turco con tutta la famiglia. In tutto il paese di Giakova e Ipek non si trovano che pochissime famiglie che abbiano passati i cento anni dacché sono andate ad abitare colà lasciando le loro montagne, e sieno ancora cristiane. Vi è poi la propaganda turca che fa un danno enorme al cristianesimo. Gli Hogià e Dervisc parlano sempre di religione e sono sempre fanatici. Dicono ai cristiani e lo giurano che nel momento in cui rinunziano al cristianesimo per farsi turchi, tutti i peccati della loro vita sono rimessi per quanto gravi sieno stati. I secolari turchi sempre invitano i cristiani a mutare la loro religione. Dicono che è un loro dovere sacrosanto il dire a ciascun distiano almeno tre volte di farsi turco. E non solo invitano i cristiani colle parole a farsi turchi, ma danno loro ospitalità, vesti, danaro e fanno promesse assai maggiori qualora il cristiano si determini di abbandonare la sua religione. A Scutari molti montanari caduti in miseria per sangui o altre disgrazie, non potendo trovare aiuto o rico-