— 302 — di andargli a casa. L’ultimo giorno della Missione, quando si separò dalla donna e gli levai la scomunica, mi domandò se alla Messa gli avrei detto di perdonare, perchè in tal caso non sarebbe venuto. E di fatti non venne, perchè temeva che io gli facessi forza. Usciti dalla casa dell’ammalato che avea perdonato, chiesi dove fosse la casa di quest’ultimo sangue da perdonare. Inteso che non era molto lontana dalla strada che io dovea fare per recarmi all’ospizio, dissi che volea tentare un colpo, ed andargli in casa col Crocifisso. Si mandarono subito alcuni parenti a vedere se era in casa e trattenerlo perchè non fuggisse, poi ci dirigemmo a quella volta. Eravamo a poca distanza dalla casa quando lo vediamo uscire di corsa e scappare, e dietro a lui la madre e gli altri per trattenerlo. E mentre gli uomini lo inseguivano, la vecchia madre gli gridava dietro piangendo: « No, figlio, non fuggire da Gesù CrÌ9to; <— non rovinare la tua famiglia; — torna indietro, figlio mjo, torna, non ci rovinare » e batteva le mani pel dolore e piangeva. Anche alcuni del mio seguito, veduto il giovane che fuggiva, prendendo la via più breve, corsero per impedirgli la fuga. Innanzi che giungessimo alla casa era già preso e ricondotto dentro. Entrai io per il primo col Crocifisso in mano, gli altri entrarono dietro a me, compreso l’uccisore del fratello; tutti stavano in piedi, nessuno fiatava. Il giovane era in piedi in mezzo agli altri pallido in volto, e senza far motto gli scorrevano le lagrime dagli occhi. In quel momento mi sentii commosso; tenendo il Crocifisso nella sinistra gli gettai al collo la destra e lo abbracciai dicendogli: « No, figlio, non fuggire da Gesù Cristo che viene per benedire te e la tua famiglia. — Padre, mi disse piangendo, ti ho pregato di non venire! — È vero, e ti ho detto che allora non avea intenzione di venire, e anche dopo aveva proprio determinato di non venire, ma il Signore, dopo che hanno perdonato tutti gli altri, m’ha ispirato di recarmi anche da te ». Rimase un istante come stupido senza parlare e colle guance bagnate di pianto. « Ebbene, gli dissi, inginocchiati, figlio, e perdona per amore di Gesù Cristo. — Si, ripeterono tutti gli astanti, inginocchiati, bacia il Crocifisso e perdona ». E il buon giovane inginocchiatosi, baciò il Crocifisso, e disse che perdonava. Allora si fece vmire l’uccisore e si abbracciarono tra la commozione e gli qjplausi di tutti. Era già tardi, ed eravamo lontani più di due ore dall’ospizio; si partì subito, e al tramonto giungemmo alla chiesa, dove trovammo che il nostro ammalato P. Bonetti stava un po’