200 GLI AVVENIMENTI RECENTI Già, indipendentemente dalla questione albanese — e può giovare il ripeterlo — le riforme in Turchia non possono aver valore se la loro applicazione non è sorvegliata, controllata ed imposta da europei. I turchi non sarebbero più turchi se accettassero veramente le riforme! Quante volte, girando nella Penisola Balcanica, mi sono sentito ripetere queste parole!! II mussulmano non può ammettere che un cristiano, che l’odiato giaurro abbia diritti pari ai suoi. Glielo impedisce la sua religione, lo stesso Corano che è la legge della sua vita e che, in parecchi punti, comanda al vero credente di combattere e di ester-minare i cristiani ovunque li trovi. Accade quindi che, malgrado tutte le riforme, e anche quando, apparentemente, esse hanno un principio di esecuzione, la sostanza delle cose non muta. Quando parecchi anni or sono, Hilmi pascià, l’ispettore Generale delle Riforme, mi diceva come a prova delle sue buone intenzioni, che già funzionavano fino da allora i tribunali misti, composti cioè di mussulmani e di cristiani, diceva una cosa vera nello stretto senso della parola. Solamente le cose continuavano ad andare come prima, perchè il giudice cristiano, il quale sapeva d’essere bastonato se non obbediva ciecamente a quelli mussulmani, era precisamente come se non ci fosse. Il tribunale misto funzionava veramente... ma nè più, nè meno come se fosse un tribunale esclusivamente turco. Da una parte quindi vi è il mussulmano che, come tale, non vuole e non può riconoscere come suo