— 278 — Per Keci perirono, fuor che un bambino che nacque quando già tutti erano stati sterminati. A Gomsiqe mi assicuravano che dove il P. Deda ha benedetto è entrata la benedizione; dove ha maledetto ha messo il piede la maledizione. Egli malediceva gli ostinati quando disprezzando la Croce di Cristo non perdonavano. La sua parola era potentissima, e se c’è uno che è andato in paradiso come un santo è lui. Anzi si è sparsa la voce, diceva un certo Kole Gjer-gji, che egli sia rimasto morto 12 giorni, e poi è risuscitato ed è uscito santo. Prima che venisse lui non sapevamo se non il Pater, VAve Maria e il Credo. Una volta alla Chiesa di S. Luca di Gomsiqe, quando dopo inutili tentativi dovette lanciare la maledizione sopra Tome Gjoni, per la commozione e l’impeto terribile dello zelo, gli si spaccò indosso la cotta. ’ Lasciatelo, disse, che questa Croce non lo lascerà senza gastigo, non lo lascerà andare a casa sua ’. In fatti in quell’occasione cadde una grandine paurosa che non ci fu mai la simile, e in mezzo a quella burrasca cadde perfino la campana delle chiesa. Tanto tremenda fu la maledizione di Padre Deda. Dal tempo del P. Deda teme assai il popolo di violare la domenica così che non si va più quel giorno a Scutari senza licenza poiché si teme di rompersi il collo nell’erba tenera (n’ bar t’njoinè). Non abbia la benedizione, chi non perdona soleva dire il P. Pasi secondo che mi diceva in quella stessa occasione il P. Sereggi, il quale era di parere che bisognasse opportunamente adoperare l’arma della maledizione. Mi si raccontavano pure a Gomsiqe avventure e fughe di diavoli in occasione di quelle grandi missioni. Così nella prima missione di Qafamali e Keqira 12 diavoli scapparono da Qafa-mali e furono a pranzare a Keqira. Il padron di casa domandò loro da che parte venissero e dove andassero e essi risposero: scappiamo da Qafanialit dove non ci lasciano stare i Gesuiti. In quell anno stesso due diavoli andarono piangendo a modo delle donne ai funerali fuggendo verso i monti per aria sopra il torrente. Li vide il popolo e disse che erano diavoli fuggitivi da Gomsiqe per la missione che vi si doveva dare. Il P. Pasi sapeva prendere i Mirditesi con le buone; li lodava della loro laboriosità poiché andavano a vendere pece a Gjakova, e col danaro che ne guadagnavano, scendevano a comprar sale ad Alessio che riportavano a vendere a Kòsovo, acquistando essi frumentone. E i Mirditesi l'amavano e lo stimavano. I no di Mushta, per e9., certo Marka Ndoj l’aveva tenuto in casa ■sua, poiché pareva un re. A Rrethi i Magjarit alla kulla di £upe Kola, egli rimase ospite 7 giorni, e riuscì a pacificare molti san-