— 299 — rai sparsi fra le principali città e provenienti dall’Alta Albania o dall’Italia o da altri paesi, ed appartenenti al rito latino. Questi hanno in Prevesa un Missionario Italiano, in Avlona un altro, cioè nelle due estremità di quell’estesissimo paese. Janilina, città primaria e centrale è vacante da quelche tempo. L’Arcivescovo di Durazzo esercita la sua giurisdizione sopra queste località. La Chiesa scismatica che continua sotto la giurisdizione del Patriarca di Costantinopoli ha varie sedi episcopali nell’Epiro, come in Jannina, dove era l’antico oracolo di Dodona, in Berati 0 Belgrado Albanese, in Premeti, in Delvino, in Paramytùi o Castello di S. Donato, ecc. Vi è un Clero numeroso e varii Monasteri sono sparsi per città e paesi. Città di nota sono anche Prevesa, Parga, Chimarra, Delviniki, Argiro-Castro, Tepelen dove i scismatici si trovano in gran numero ed hanno scuole e clero. Durazzo istessa, nella Media Albania, con Teyrana (sic) ed Elbassan (l’antica Albanopoli) ha molti scismatici i quali per mezzo di scuole ed altri mezzi cercano di estendersi sotto l’influenza e l’appoggio pecunario della Grecia. Le vicinanze del Pindo con città principale Metzovo sono abitate dai Vàlacchi, 1 quali si trovano in megliori rapporti coi scismatici Albanesi che con quelli di razza ellena. Poiché bisogna notare che, da qualche tempo particolarmente, l’accordo fra Epiroti proprii ed Elleni Epiroti ha cessato di essere cordiale. Questo sintomo si nota anche nel Clero; e l’avversione è stata cagionata dallo stesso Patriarca di Costantinopoli per aver spinto il Governo Ottomano ad opporsi alla letteratura Albanese nell’Epiro. La Grecia ha sostenuto il detto Patriarca in quella sua mira, proibendo la lingua Albanese nelle loro scuole in Epiro; e quindi l’uno e l’altra sono stati stimmatizzati come nemici della nazionalità Albanese. La Grecia, poi, ha dato prove di voler spezzare l’unione fra l’Albania Alta e l’Epiro, occupando o facendo sua quest’ultima, e gli Epiroti hanno compreso il motivo della Grecia non esser l’emancipazione della loro patria ma il bisogno che la Grecia