— 304 — La serva sia in pari tempo di buoni costumi e di vita irreprensibile a da noi in iscritto approvata ». Atterrito dalla sentenza dell’Ecclesiaste: « Qui tetigerit in picem coinquinabitur ab ea » si riserva il peccato carnale commesso con la serva o con ima parrocchiana. Raccomanda che si notino i battesimi ecc. in apposito registro: anche lo Status animarum. Si guardino dall’avarizia radice di tutti i mali. Nella riscossione delle decime, abbiano compassione dei parrocchiani poveri e specialmente delle vedove. Proibisce di costringerli a pagar le decime negando i Sacramenti. Posson però costringere 'i renitenti che possono pagare, col braccio secolare « previo però nostro permesso in iscritto ». Raccomanda la Dottrina cristiana continua nei dì festivi. Si scomunichino solennemente dall’altare i concubinarii dopo la trina ammonizione; è la scomunica fulminata già dal Concilio di Trento. Idem chi marita una ragazza o vende una donna ai Turchi. La concubina dev’essere assolutamente licenziata o separata dalla coabitazione (vivente la legittima consorte). Riprova e condanna il barbaro costume di graffiarsi il volto, i pianti e gli urli in caso di morte. (A) S. Veneranda, patrona dell’Archidiocesi. N. li. — Nel 1865 la sede dell’Arcivescovo era trasferita a Delbinishti. VI Kanù ecclesiastico. Lecci fatte e pubblicate nella Diocesi di Sadrima (Sappa) in occasione della Missione data nel 1898. Documenti di S. Ecc. Mcr. Gabriele Nevi ani O. M. Memento ut diem D.ni Sanctifìces. Es. 20 Per estirpare tanti mali, riguardanti la Religione Cristiana, e per poter ottenere il perdono dei peccati, e per allontanare tanti castighi, che Iddio fulmina questo popolo, e per ottenere da Dio tutti i benefici sia spirituali quanto corporali, e per