— 16 — fini dell’odierna Mirdizia. Certo nel 1570 compaiono come una forte popolazione che può mettere in campo 12.000 combattenti. Il territorio che cominciò a chiamarsi poi Mirdizia estendendosi da un piccolo nucleo centrale intorno al Monte Santo di Oroshi fino ad abbracciare tutto il territorio dei due Fandi e il bacino superiore del Giadri fino al Goinsiqe, era stato prima nell’alto Medio Evo una parte del paese denominato dai principi albanesi detti Dukagjini. Giovanni Musachi nella storia che fa della sua casa (1510) non accenna affatto ai Mirditi, ma parlando della casa Dukagjini dice che signoreggiavano il territorio che abbracciava la Zadrima, i Fandi, la Montagna Negra (Malizi di Puka) i Paliti (parte del territorio di Pùlati) e i Flati (Fleti oltre Qafa e Malit) e insieme la sponda (sinistra) del Drino. Così anche il Barlezio nel suo De Ohsidione Scodrensi e nella vita di Skan-derbeg non ci fa neanche sospettare che avesse conosciuta questa tribù che ha levato tanto rumore di sè nella storia (1). L'Orbis Seraphicus che descrive le Missioni Francescane ripigliate in Albania nel 1634, e di cui abbiamo largamente riferito nel I Voi., parla dei Mirditi come di un popolo che censentur feroces, barbari, indomiti, improbi, et rapinis, proditionibus, hominum venditionibu\, aliisque hujus generis execrabilibus abominationibus vacantes: Se tutto questo è esatto (e in parte è confermato dall’indiscutibile autorità di Mons. Bizzi), i Mirditi con cui ebbe a fare la Missione Volante hanno avuto certamente il merito di essere molto migliori dei loro antenati, e il P. Pasi non risparmierà loro le sue lodi (2). (1) Le popolazioni mirditesi dovettero essere in un primo tempo, sotto il dominio dei Dukagjini. Il dux Prengh accennato sopra (se pure è mirditese) non dovrebbe essere il capo dell’intera tribù. Tanto più che la tradizione del popolo, fa sorgere la casa dei Gjomàrkaj in occasione che il Begòll di Peja esigeva il tributo e moveva il popolo alla ribellione con azioni abbominevoli (violazioni) commesse dai suoi esattori. Più sotto vedremo che il Gaspari visitatore dell’Albania nel 1671, dirà che i popoli Mirditi erano entrati nella regione di Oroshi circa 180 anni prima. (2) È strano, e significativo insieme che nel 1610 i Mirditesi non volessero accettare la riforma del Calendario Gregoriano, « dal quale pareva a loro haver conseguiti molti incomodi e specialmente la diminutione dell’en-trate ». (Relazione della visita di Marino Bizzi, Arciv. di Antivari — Starine — Knj. XX. p. 115).