— 47 — prascutarini dopo aver uccise le persone. Le circostanze di questa uccisione sopra uno che non aveva mai rubato nè fatto male a persona e in un'occasione sì solenne, rendevano difficilissimo il perdono. Ma c’era una circostanza che lo rendeva quasi impossibile, ed era che perdonando la famiglia di Pren Doci questa uccisione, il mondo l’avrebbe derisa e avrebbe detto che il sangue dei suoi maschi era andato per pagar il sangue di una donna. Malgrado questa difficoltà le donne e i ragazzi della famiglia dell’ucciso perdonarono facilmente. Degli adulti alcuni si arresero dopo qualche tempo; il capo di casa, che era assente durante la Missione, e un fratello che non s’era arreso a perdonare allora ci seguirono a Kasgneti e Vigu e colà baciarono il Crocifisso e perdonarono essi pure ». La Missione di Kashnjeti che segui a quella di Fregèna-j Ungrej-Rrasi non ha nulla di speciale a offrire. A Vigu i cinque soli giorni di missione ottennero la pacificazione di alcuni sangui e inimicizie. Un tale resistette in modo triste assai. Ci fu chi volle indurlo a perdonare. Alcuni parenti e amici consigliati dal figlio minore che aveva già perdonato, si presentarono al resto della famiglia per la solita intercessione. Non l’avessero mai fatto. Gli animi si eccitarono talmente che si fu a un pelo per venire alle armi poiché gli intercessori da quel contegno erano rimasti disonorati. Anzi il più disposto ad uccidere in quella occasione era lo stesso figlio minore che aveva perdonato. Son fatti che fanno pensare che solo la grazia di Dio è onnipotente. Invece coi ladri la cosa andò magnificamente bene: si umiliarono, si pentirono, si confusero, si fecero gli uni apostoli degli altri conducendo quelli che non erano ancora venuti, al Crocifisso. Uno solo fu difficile a vincere; il poveretto non s’era ancora ammogliato, e protestava che appena avesse avuto i mezzi di prender moglie avrebbe cessato di rubare, ma finalmente vinse anche quella preoccupazione. Vigu e Mnela erano famosi centri ladreschi e in occasione della missione i ladri diventarono i cavalieri di (.risto, i suoi paggi d’onore il giorno della processione del Corpus Domini fatta a Ménela. Una processione più originale sarà ben difficile pescare nella storia della vita religiosa, dove ebbero l’onore di accompagnare il sacerdote che portava il Santissimo quelli che avevano fatto il giuramento di non più rubare, e per archi e festoni di trionfo servirono le giovani querce dalle