— 209 — ser decisa la chiusura del Collegio Vida per la fine dell’anno scolastico 1908-1909. Varie vicende e difficoltà insuperabili lo avevano impedito, e s’era inoltre accettato per ragioni speciali il Collegio Cavanis (Venezia) e aperta la Residenza di Trento. Varie Consulte Provinciali e lettere col M. R. P. Generale avean fatto pensare non fosse meglio chiudere il Collegio di Milano. Ora essendo cessate le difficoltà insuperabili che si opponevano alla chiusura di qualche collegio alla fine dell’anno scol. 1911-12, si poteva effettuare il progetto. La ragione che imponeva tal chiusura era la scarsezza del personale. E però era ovvio che si dovesse chiudere quel Collegio che ne esigeva troppo. Ora chiudendo il Vida si metterebbero a disposizione 17 soggetti: 5 Padri, 4 Professori patentati, 3 Prefetti, 5 Fratelli coadiutori, mentre il Collegio Leone di Milano non lascerebbe liberi che due Professori e tre altri Padri: gli altri dovrebbero restare per la Residenza. Tanto più che il Leone era un esternato, ciò che presentava molti vantaggi e la responsabilità era assai minore. Inoltre il Collegio Vida non apparteneva più, come edifizio, ai Gesuiti, essendo stato venduto qualche anno prima quando pareva che il Governo massonico volesse fare man bassa sui beni dei religiosi. A Milano Collegio e Residenza si aiuterebbero a vicenda. É vero che a Milano il Collegio fino allora non aveva saputo imporsi, ma ciò dipendeva dal fatto che non s’era potuto provvedere di un personale adatto alle esigenze del luogo. A questo si sarebbe potuto sempre rimediare; e d’altra parte i ragazzi che ci prendevano parte eran di buone famiglie e in Collegio vigeva la moralità e la disciplina. Tali erano le considerazioni che faceva il P. Pasi. Non c’è dubbio che il Collegio Vida si era acquistata una celebrità che gli altri non avevano, ma se il P. Provinciale diede l’ultima decisione, bisogna notare che non lo fece se non dopo molte esitazioni, e dopo aver fatto tutto quel che poteva per mantenerlo, e la decisione era già stata presa da altri, prima di lui. Il Rettore del Collegio che era il R. P. Grana faceva sapere al capo della società di accomendatari, in data 21 Aprile 1912, che per la fine dell’anno il Collegio rimaneva definiti- 14