— 121 — tempo di Arbanum, dei prelati. Il luogo è bellissimo, come posizione, in faccia all’augusta e solenne ampiezza del Matja, con una cornice di monti fatta a posta per riverberare i più bei raggi del sole che tramonta. Ignorantissima era però la gente nelle cose della religione, e non curante di frequentare la Chiesa, dedita inoltre al furto, alle stragi, al concubinato: di 60 case, 18 ne erano infette; molti avevano date le ragazze ai turchi; molti erano gli usurai. Per tutto questo il paese non voleva i missionari, e s’era giunti a minacciare della vita D. Primo se li avesse introdotti in parrocchia. Ma parve che Dio s’incaricasse egli di preparare loro la via poiché due giorni prima che arrivassero moriva uno dei caporioni dell’opposizione e per aver dato una figlia ai musulmani in isposa non ebbe sepoltura ecclesiastica. Un altro in poco tempo si ridusse in punto di morte, e allora si ritrattò, perdonò i sangui e s’adoprò perchè fosse cacciata la donna che aveva dato senza matrimonio a un suo figliuolo, e chiese l’Estrema Unzione. Questo servì mirabilmente allo scopo, poiché gli animi cambiarono. Per alcuni giorni il freddo e la pioggia impedirono un poco. Tuttavia i ragazzi, per es., venivano da due ore di lontananza; per resistere al freddo si dovette accendere un buon falò in chiesa. Due pranzi mortuari ai quali non è possibile impedire il concorso della gente, disturbarono, tuttavia al chiudersi della missione si potè raccogliere una buona messe: s’erano pacificati 9 sangui, sciolti due concubinati sebbene molti altri rimasero da aggiustare. Ma il parroco protestò che il frutto raccolto era superiore di molto a ogni aspettazione. Le feste di Natale di quell’anno le passarono presso Mgr. Lalpèpaj nella sua canonica. La vigilia i pastori e le pastorelle vennero alla chiesa e vi passarono tutta la notte cantando orazioni; alle tre e mezzo dopo mezzanotte il P. Pasi celebrò e predicò, e tutto il giorno passò in funzioni, sempre solenni per quei paesi di montagna, in mezzo a una folla convenuta da tutti i villaggi. Fu una splendida occasione pel P. Pasi di ribadire gli insegnamenti eterni della missione. « Il giorno dopo, narra il Padre, prendemmo la via di Scutari che già da quasi tre mesi non rivendevamo: il viaggio fu di tre dì; e ci riuscì assai penoso per ragione del freddo intenso