— 316 — Oh se sapesse quanto dovemmo noi valacchi soffrire per la nostra causa nazionale! Mille e mille guerre ei hanno creato i nostri avversari, i greci cioè, per distruggere la nostra nazionalità, perderci la nostra lingua e farci greci per forza. Mille mezzi hanno adoperato finora per giungere allo scopo; centinaia di professori e maestri e maestre per tutta la Macedonia, pagandoli tutti grassamente e servendosi di essi come agenti fanatici per introdur fra noi la discordia, la scissione, l’assimilazione coi greci. Aveano indotto, per mezzo degli intrighi, per-fin il Governo per guardarci con mal occhi, per sospettarci quai rivoluzionari, quai nemici di esso, quali cospiratori od alleati con straniera potenza a danno dellTmpero. Grazie però al buon senso del nuovo governatore di S. E. Alil Rifaat Pascià e del governo attuale di Costantinopoli i quali tutti 6Ì persuasero del contrario, che anzi i greci sono da temersi, che sono essi che cospirano a rapire la bella Macedonia e quel che è più i fatti dimostrarono chiaramente le loro teme. Da poco tempo in qua il governo ottomano seppe por mano su corrispondenze rivoluzionarie, seppe scoprire un complotto che si tesseva da tempo proprio dai greci ed altre belle cose che li compromettono ad evidenza. — Ma sa poi Ella chi è il principale fattore di tali scene? E’ il Clero greco!... I prelati venuti dal Fanar sono gli autori ed i primi fautori di queste cospirazioni!... Ma già è tempo che sieno rimunerati convenientemente poiché le loro sceleratezze sono giunte al colmo! Se la missione di un clero è quella di occuparsi di sceleratezze, da esse devono (sic) perire! Ecco il Clero greco fino dove giunse, da florido, inaesto (sic) e venerato che era non solo in oriente ma, credo che anche in occidente, oggi lo vediamo di più in più smarrire, esser vilipeso e condannato! Duoimi di confessar questo ma è la verità che parla. — Credo, se si sarà occupata un tantino coi giornali, avrà di certo avuto contezza di già di quanto io Le scrivo; perchè i giornali di Valacchia, di Costantinopoli, di Buda Pest e d'altrove si sono occupati della questione molto dawicino. Il Monsignor Bonetti nell’autunno scorso venne a visitare