— 53 — sulla via di Durazzo e però di tutta l’Albania del Sud aveva un'importanza capitale, e di là passavano soprattutto il commercio e la cultura dell’Occidente. Dal punto di vista religioso anche Alessio come le altre città della costa quando ci si fissò il Cristianesimo divenne più che una stazione, un centro, e fu fatta la Sede di una diocesi in un tempo probabilmente anteriore a quello di Scutari. Dei primi secoli non abbiamo se non un documento del 592 in una lettera di San Gregorio che assegna l’espulso Vescovo Giovanni alla diocesi di Squillace (ecclesiae Scyllacinae) finche Alessio resti in mano ai nemici (gli Slavi che già nel 548 erano arrivati fino a Durazzo). Segue poi una lacuna di 750 anni circa prima di arrivare alla serie regolare dei Vescovi (1357). Secondo gli Acta et Diplomata fino al 1397 si contano 14 Vescovi compreso un intruso INiger o Lursi (1370-72). Aggiungendovi i 28 che enumera l’Eubel (1) continuando fino al 1596 ne abbiamo 42. Mons. Carlo Pooten nella sua Epitome del Farlati per giungere fino a Mons. Paolo Dodmassèi descrive la lista di altri 14 Vescovi. Questi moriva il 27 settembre 1868 a Kallmeti. Gli succedeva Mons. Francesco Malczynski polacco nel 1870 (morì nel 1897) a cui toccò aprire le porte della sua diocesi alla Missione Volante, e risulta dalle sue lettere che l'apri di gran cuore. Ritornando a volo sulla serie dei Vescovi non sarà inutile raccogliere qualche appunto. Secondo l’Eubel la chiesa di San Nicolò di Alessio fu eretta verso il 1459 in cattedrale essendo stata distrutta la precedente dai Turchi. Ciò non potè avvenire che in occasione di qualche incursione, poiché la città non era stata ancora occupata. Fin dal 1405 è nominata la chiesa di S. Eufemia di Kallmeti (r/e Calineto) la quale avendo per reddito annuo 20 ducati, è devoluta in commenda al Vescovo che dalla sua chiesa non ha se non 15 ducati annui di rendita. Anzi notano alle volte i documenti che la S. Sede esonera dal tributo qualche Vescovo a motivo della povertà. (1) Tenendo conto dei 3 che enumera in nota, Voi. II, p. 85, alla parola Alexiemis, n. 1.