— 290 — « ...il capo del paese, che è gran parlatore — scrive il P. Pasi —, di cuor generoso e rispettato da tutti. Siccome dal suo matrimonio non ebbe che una o due figliuole, i parenti e gli amici gli suggerivano di prendersi una seconda moglie per non morire senza figli maschi. Resistette vent’anni alle loro istigazioni, trattenuto specialmente da riguardi verso il Vescovo e i Preti, che qualunque volta andavano a Msii, alloggiavano ili casa sua: ma finalmente si die’ vinto, e unissi ad una seconda moglie, dalla quale ebbe due figli maschi. Cominciai adunque a trattare con questo capo, che in altri abboccamenti mi avea dato buone parole e belle promesse: procurai di farlo venire al taglio, ma non ci fu verso. Egli spera che presto morirà la prima sua moglie, che è già piuttosto avanzata in età, ed allora potrà unirsi legittimamnte colla seconda; mentre se adesso se ne separa, forse poi non potrà più averla ». Allora raccolse i capi del paese e minacciò che se non accettavano le leggi di Iballja contro i gjynahtarè, non avrebbe nè confessato nè benedetto il sale; minaccia terribile poiché la benedizione del sale con cui poi faranno il pane di Pasqua da mangiare a buon’ora la mattina di quel giorno solenne, è pei montagnoli di somma importanza, ed è stimata da molti più dei Sacramenti. Ottenne infine che le famiglie del fis di Thaci accettassero; quelle del fis di Kabashi a cui appartenevano tutti i concu-binarì del paese, avrebbero dato risposta al ritorno del missionario da Dardha, altro paese appartenente allo stesso fis. Nel pomeriggio del 16 egli partiva per Dardha mandando avviso del suo prossimo arrivo con quel telefono senza fili che si usa nelle montagne, per cui, essendo tutto il paese a monti e valli, si manda la voce a qualcuno che sta sul monte o pendice opposta; questi a sua volta chiama un altro suo corrispondente che ha la casa in un altro punto e così di seguito finché in poco tempo la voce arriva a chi si voleva avvisare. La strada era cattiva, nevicava tanto forte che la neve cresceva a vista d'occhio davanti ai due viaggiatori. Anche cadendo però non c’era da farsi male appunto perchè la neve copriva e sassi e sterpi e dirupi. Arrivarono alla stazione a notte inoltrata, stanchi e bagnati, ma trova-ron subito ristoro in un bel fuoco, che l’ospite, Pjeter Memi aveva preparato; erano a Negli di Dardha. Il Padre dichiarò subito davanti a due capi che non avrebbe confessato nessuno ne