— 254 — cd è ancora cattolica, eccetto le 30 famiglie che il P. Pasi trovò nel villaggio, dette dei « Zotnii » o « Signori ». « Alcune di queste (famiglie) — racconta il P. Pasi — rimontano fino all’occupazione del paese fatta dai turchi. Un certo « Aga » (titolo nobiliare turco) venne a stabilirsi ad Ibalja e ne fu il signorotto. Gran tratto di paese era suo e quando circa un secolo e mezzo fa venne il capostipite di Thaci a stabilirsi in questi monti, si collocò come aflittaiuolo degli Aga. Col tempo, sia perchè la famiglia Aga cominciò a decadere, sia per altre ragioni, gli affittaiuoli cristiani comperarono i terreni ed ora sono affatto indipendenti dai turchi, ai quali danno però ancora il titolo di Zotnii ». Qualcosa di simile è avvenuto anche nella non lontana Kryezi e a Fusha e Arstit dove a poco a poco i coloni cristiani hanno comprato parte del paese ai musulmani. Gli Àgai di Puka, Kabashi, Fusha c Arstit, Kryezi e Iballe sono, per quanto ho-sentito dire, d’una stessa origine, provenienti tutti da Kolonja. Da principio erano ortodossi (Shkjé) e poi si fecero musulmani^ Sembra che abbiano fissata prima di tutto la loro sede a Kabashi o regione di Puka e di là si estendessero a Ibalja, da Ibalja a Kryeziù e che il loro dominio discendesse fino alla Qafa e Gurit, fra Lagi (Vau-Déis) e Gomsiqe. Ecco come ci descrive il missionario la posizione geografica della regione che era stata assegnata dal vescovo come campo di lavoro : « Il fiume Drino, passato Priserendi, volta verso settentrione e gira in semicerchio un gran gruppo di montagne per poi uscire nella pianura della Sadrima, dove si divide in due rami, uno dei quali va verso Alessio, l’altro, dopo molti giri e guasti nella pianura sotto Jubani, entra nella Bojana presso Scutari. In quel gruppo di montagne stanno le tre parrocchie d’Ibalia, Fira e Beriscia, che per ora formano il campo delle nostre fatiche. La maggior parte dei paesi o villaggi componenti le tre parrocchie, sono posti lungo la costa del monte che guarda il fiume o in qualche posizione delle più basse tra le gole dei monti. Ibalia invece è posta nel punto più alto di quel gruppo di montagne in un bellissimo bacino di forma quasi circolare con circa tre chilometri di diametro, dove sono sparse le 100 case che compongono il villaggio. Le passa per mezzo un fiumicello ed è bagnata da una quantità di belle sorgenti che in estate servono ad