— 69 — Mons. Pasquale Troksiii, arciv. di Scopia, scrivendo in . data 13 luglio 1894 al P. Pasi che si trovava a Padova in cura della sciatica, lo pregava in modo confidenziale a volergli « indicare gli abusi principali che ancora regnano in Albania coi mezzi « che credesse » utili per estirparli », perchè egli studiandoli se ne servisse nel (III) Concilio albanese indetto da S. Ecc. Mons. Guerini, arcivescovo di Scutari. Il Padre, riferendosi a quello che gli aveva già detto a voce, se ne schermiva osservando che i suoi giudizi non avrebbero potuto a recare utilità al Concilio, non potendo io dir cosa che già non sappiano gli altri che vi intervengono, e quanto alla Missione Volante sarebbero di danno o almeno le tirerebbero addosso qualche odiosità ». A ogni modo per non parer che volesse ostinatamente ricusare un favore a uno che aveva mostrata molta benevolenza per la Missione Volante in quei primi suoi anni di sviluppo, tanto più che egli era arcivescovo e arcivescovo albanese, gli espresse molto semplicemente il suo parere nel modo seguente : « Gli abusi principali che ancora più o meno regnano in Albania sono quelli che stanno indicati nei due Concili Alb. I e II » e ne faceva un breve riassunto. Passava poi a suggerire qualche rimedi«^ « Mi pare — scriveva — che sarebbe cosa assai utile se in questa occasione i sacerdoti, o almeno i principali d’essi per età o esperienza notassero i vari abusi e insieme ne indicassero i rimedi pratici. Quanto ai mezzi di ripararvi, io Le dico confidenzialmente che sono persuaso coll’esperienza di molti anni che •tranne l’abuso del sangue, che mai si torrà o impedirà interamente, se l’Autorità pubblica non s’incarica del buon ordine e della giustizia, tutti gli altri si possono torre coi soli mezzi che ha in mano l’autorità ecclesiastica, purché sieno ben applicati e ci sia unione (e) costanza nell’esecuzione ». Tale era il giudizio complessivo del P. Pasi, dopo sei anni di intensissimo lavoro missionario e di larghissima esperienza, alla vigilia del III Concilio Albanese. Ho citato il suo pensiero non solo per l’importanza storica che ha come testimonianza, ma perchè è espresso in forma ponderata e corretta. Vi sono dei documenti stampati, oltre gli atti dei tre Concili e di alcuni