— 73 — Richiamata la regola immutabile della fede cattolica (Cap. II) e le costituzioni capitali del Concilio Vaticano (Cap. III) contro il razionalismo dei nuovi tempi, e sul primato del romano pontefice (Cap. I, III), nel IV Cap. raccomanda l’insegnamento della dottrina cristiana. « Rinnovando i decreti dei Padri e del tridentino e dell’albanese Concilio, decretiamo e vivamente esortiamo per le viscere della misericordia di Dio i parroci e gli altri che hanno cura d’anime, che in ciascuna Domenica e altri giorni festivi, eccettuati i più solenni, insegnino ai fanculli e alle fanciulle nelle loro parrocchie, secondo la loro e la propria capacità e nel miglior modo che sanno e in linguaggio volgare, gli elementi della fede, l’obbedienza a Dio e ai genitori, e l’onestà dei costumi cristiani » (pag. 22). E’ dovere fondamentale dei confessori e dei predicatori di avvertire i genitori quanto importi loro che la prole sia istruita da essi medesimi o da altri nei misteri della religione cattolica, e li esortino a mandare i loro figli al Catechismo minacciando gli eterni gastighi. Badino che nelle scuole, dove ci sono, si insegni almeno una volta la settimana il catechismo. I parroci hanno obbligo gravissimo di non benedire il matrimonio di quegli sposi che si scorgano ignoranti dei primi elementi della religione che son necessari alla salvezza. Si premetta l’istruzione conveniente al ricevere di ciascuu sacramento (pagg. 25-26). Nel Cap. V insiste che la predicazione dei sacerdoti prenda di mira saprattutto i vizi e gli abusi più frequenti secondo le norme e i decreti del Sinodo: si raccomandi specialmente la santificazione delle feste alla quale tutti sono obbligati, uomini e donne, fanciulli e fanciulle; la frequenza dei Sacramenti; la legge del digiuno cercando di togliere l’errore dove questo ancora esiste, che chi ha osservato di seguito 7 quaresime non sia più obbligato al digiuno; si predichi e si insista sul rimovere le occasioni prossime di peccato, ecc. E quanto all’osservanza delle feste i Padri del Concilio levano un grido di lamento: « ...ahimè! le strade di Sion piangono, poiché non c’è chi venga alla solennità. Infatti l’osservanza dei giorni festivi è trascurata da per tutto nelle varie regioni, e anzi vediamo che