-durante il tempo che fu rettore il P. Pasi non apparisce in nessun modo che tornassero a galla le pretese austriache e se ne avessero delle noie. La qualità stessa del personale adoperato in quegli anni in Seminario e in Collegio, come pure le materie scolastiche non accennano a nessun cambiamento introdotto per accondiscendere ai desideri di Vienna. Non sembra che il P. Pasi, sebbene fosse prefetto degli studi, abbia fatto delle innovazioni. Un padre, però, che allora si trovava a Scutari come maestro, mi riferì che il P. Rettore volle introdurre una certa novità in Seminario che non era conforme alla Ratio Studiorum, destando il malcontento nel Seminario stesso, ma non rammentava di che si trattasse propriamente, e io non ne trovo nessun cenno nei documenti che rimangono. Come risulta dai cataloghi e dal diario di casa, per Fanno 1884 vi era in Seminario un professore che insegnava la teologia dogmatica e la S. Scrittura, un altro per la teologia morale, un terzo per la filosofia, un maestro per la fisica e matematica, un secondo maestro per la così detta suprema classe di grammatica e per l’umanità, e un padre insegnava nelle infime classi di grammatica. Vi erano pertanto 5 anni di scuole inferiori per lo studio della grammatica latina e italiana e delle belle lettere, due anni per la filosofia e le scienze, e 4 anni per gli studi di teologia, S. Scrittura e diritto canonico. Come si è osservato sopra, e ce lo dicono ripetutamente la storia della casa e il diario, i locali del Seminario erano pur troppo insufficienti, soprattutto le camerate che dovevano servir pure di dormitorio. Non essendosi poi potuto trovare un luogo dove mandare gli alunni del Seminario per le vacanze e a prendere un po’ di riposo e svago settimanale, le condizioni della salute dei chierici lasciavano a desiderare non poco e s’ebbero a deplorare non pochi casi di malattia, che fece alcuni morire, altri partire dal Seminario, così che nel 1886 il numero dei seminaristi era calato a 30. I superiori fecero quello che era possibile per migliorare le condizioni igieniche col vitto migliore e la costruzione della nuova abitazione dei Padri, sgombrando parecchie stanze del vecchio Seminario, ma ciò non dovette bastare. Fu regalata dal Sig. Antonio Gjinaj una tenuta a Bar-