CAPITOLO 11. 1. — La vita della montagna. Fattori di vita psicologica e morale che bisogna aver presenti per dar equo giudizio di un popolo. — Vita sociale: la famiglia; il fìs; la tribù; rapporti reciproci; il matrimonio; la donna: fanciulla, sposa, madre, o. eventualmente, la vergine; valore della vita, e la legge del sangue. — Vita economica: diritto di proprietà; violazione di questo diritto; beni comuni: il pascolo, la caccia, la pesca; il confine; il condotto dell’acqua: il prestito e l’usura; il commercio e il lavoro. — Le tappe della vita. — Le grandi gioie e i grandi dolori. — La guerra e la pace, la vita e la morte, il mondo e l’eternità. Non si può dare un giudizio adeguato, oggettivo e imparziale di un popolo senza conoscere i valori profondi della sua vita, allo stesso modo che non si può avere una giusta e intera idea architettonica di un edifizio se non se ne conoscono la struttura e le proporzioni. Quali sono codesti valori? su quali linee architettoniche sorge la costruzione psicologica e morale di un popolo? Dobbiamo cercarlo nella sua intelligenza, in quello che è visione particolare del mondo come vita religiosa, sociale e morale; nella sua legge in quanto è organamento di vita domestica e collettiva nei rapporti tra famiglia e famiglia dentro la cornice di una più alta organizzazione sociale; finalmente nella sua vita economica in quanto, dipendentemente dalle condizioni fisiche del suolo e dalla configurazione geografica, influisce profondamente sulle condizioni della vita sociale e religiosa. Il mondo stesso come panorama, come clima, come aspetto della natura plasma il sentimento e influisce sulla direzione del pensiero umano. Lo stato di schiavitù o di libertà economica ha una assoluta efficacia sul carattere. Applichiamo subito al popolo albanese del nord. Quando il montagnolo ha una base sicura per un’esistenza che non sia nè