— 266 — Iti a no potuto quei poveri cattolici conservare ancora la Fede e alcune pochissime pratiche esterne di cristianesimo, che in verità sono pochissime e si riducono, si può dire, alla celebrazione delle feste, ad una devozione a loro modo a S. Nicolò, e al digiuno. Quanto ad istruzione religiosa non ne hanno, e al nostro arrivo su quei monti si dovette cominciare ad aggiustare il segno della croce che si faceva con varie formole ma tutte o quasi tutte sbagliate. In alcuni luoghi si diceva solo: Padre, Figlio e Sp. S.; in altri : Gloria al Padre, al Figlio, allo Sp. S. In alcuni villaggi poi si usavano altre formole ancora più sbagliate, ma che non si possono tradurre in italiano, come : Preni t’arti, e birti e Sopirti Sceit, che nemmeno essi sanno che voglia dire. Quanto ad orazioni, quelli che ne sapevano di più recitavano il Pater e l'Ave, ma sbagliati per le molte varianti che vi si erano introdotte passando di bocca in bocca; pochissimi sapevano qualche pezzo di Credo. Nei molti villaggi che compongono le parrocchie d’ibalia, Fira e Beriscia non v’è una casa parrocchiale o cella, come qui dicono. V’era un tempo ; ma rimaste per lunghi anni senza chi le abitasse, sono cadute e diventate un mucchio di rovine. In alcuni villaggi v’è qualche avanzo di chiesa vecchia, che consiste in quattro mura mal coperte con alcune pietre o tavole, senza pavimento, senza porte, senza finestre, e le mura piene di crepature « vicine a cadere. Fino adesso S. E. Mons. Vescovo procurò di mandare ogni anno un Sacerdote in Quaresima per far adempiere il precetto pasquale; Egli pure di quando in quando fa qualche giro per amministrare il Sacramento della Cresima, ma in queste circostanze nè il Vescovo, nè il Sacerdote può fermarsi più di una o due notti in un villaggio, nè resta mai il tempo di occuparsi ad istruire e provvedere a tutti i bisogni in cui si trovano i fedeli. L'intrattenersi di più era impossibile per molte ragioni, e quindi spesso avveniva il rimanere le creature senza battesimo, o gli adulti senza confessione e comunione perchè il giorno in cui arrivava il Sacerdote, essi si trovavano fuori di paese, o per qualche ragione non potevano recarsi dove alloggiava il sacerdote. Per cui in quest’anno varie volte ci occorse di battezzare ragazzetti di più anni o persino di sei, otto e nove, e di confessare gente che da molti anni non ebbero mai l’occasione di poterlo fare. Per questa penuria di Sacerdoti, e conseguentemente per la mancanza di istruzione, come pure pel contatto e spesso per le vessazioni dei turchi mescolati coi cristiani o confinanti, s’introdussero vari perniciosissimi abusi, come quello di vendere le ragazze ai turchi, che le cercano e pagano care per averle in ispo-se; quello di prendere più mogli ad un tempo, o di prenderle con