— 326 — e andai a cenare e dormire altrove. Si lamentò perchè essendo tre giorni fa passato per Gropa non sia andato in casa sua, mentre gli altri sacerdoti sono sempre andati da lui. Gli dissi che io stesso desiderava molto mettermi in buona relazione colla sua famiglia, e albergare in essa, ma prima dovea aggiustare l'affare delle donne, e qui si entrò in materia; gli parlai forte e a lungo, ma era come parlare a un sordo. La sua gran ragione del non separarsi da esse era che le avrebbe prese qualche altro e sarebbe stata gran vergogna per lui ». Il 25 giunge da Scutari Fr. Meneghetti mandato dal P. Rettore in aiuto, che riuscì provvidenziale. Il 27 il Padre si reca a Iballja per vedere se ci si potessero cominciare i lavori della cella, ma rimandò la cosa alla primavera perchè intanto si preparassero i materiali. Lo stesso dispose due giorni dopo a Berisha. Di là il 30 si recò a Merturi i Gurit. Lasciamo ancora a lui la penna in mano per descriverci la visita che fece a Toplana, poiché son quadri freschi e indimenticabili, che rendono al vivo le condizioni dei luoghi, gli usi degli abitanti e le fatiche del missionario e del sacerdote in cura d’anime. « Desideravo approfittare dell’occasione e visitare il P. Colombano che i montagnuoli chiamano P. Pllumi parroco di Toplana, tanto più che tra breve sta per tornare in patria, avendo servito diciott’anni alla Missione. Toplana in linea retta sarà distante da Merturi da tre a quattro Kilometri, ma per andarvi ci vogliono tre ore, perchè bisogua fare la lunga e ripida discesa del monte fino al Drino e, passato il fiume, salire per quasi due ore per arrivare alla residenza parrocchiale. Ma come si fa a passare il Drino, mentre non c’è nè ponte, nè barca, nè trap? si passa magnificamente colle otri o ersic; il più difficile è trovar le otri, perchè pochi le hanno e chi le ha non vuole imprestarle per timore che gli si rompano. Mentre io battezzava un bambino il capo del paese che si chiamava Monte trovò in prestito due erscic, poi con voce stentorea si mise a chiamare un suo amico e corrispondente di Toplana, che ha la casa vicina alla chiesa, e ciò che io non credeva mai possibile la voce arrivò fin là, quello capì e rispose. Allora Monte (Mal) spiccando bene ogni sillaba gli disse di dire al P. Pllumi mandasse alcuni ersic al fiume perchè veniva il P. Deda e tirò un colpo di schioppo. Quegli parlò col Padre, poi rispose: Venga; ed egli pure sparò il suo schioppo. Arrivati al Drino dovemmo aspettare un poco, poi venne un uomo mandato dal P. Pllu-