CAPITOLO IV. La Missione volante. Sommario. Il P. Pasi fu l’uomo destinato dalia Provvidenza allo stabilimento e organizzazione della Missione Volante. — In seguito al consiglio dei Padri, allo zelo del P. Musati, al vivo interessamento del M. R. D. Giacomo Tedeschi i Vescovi dell’Albania la approvano, la incoraggiano, la domandano a Roma. — Roma consente, benedice, dà i fondi. • — Consenso universale e perenne e favore dato alla Missione dall’Episi'O-pato, dal clero, dal popolo albanese. Il P. Musati, un uomo malaticcio e che presto inferma a morte, mosso dallo zelo e dallo Spirito di Dio, concepisce l’idea della Missione e dalla malattia stessa è portato provvidenzialmente in Italia a spargerne il seme perchè di là devono venire gli aiuti; il P. Giacomo Jungg, spirito calmo e sereno, insieme con uno zelante sacerdote dell’archidiocesi di Scutari, D. Agostino Barbullushi, ne sono i precursori e ne tracciano pratica-mente il metodo e le vie; il P. Domenico Pasi favoreggiatore di ogni opera di zelo, uomo energico, dotato di una irrefrenabile intraprendenza nell’apostolato, ne prende il carico sopra le sue spalle come un gigante e la porta innanzi per 20 anni dopo averla sapientemente organizzata: ecco l’orditura provvidenziale degli avvenimenti, ecco il filo intorno al quale si svolge tutta la sua grande opera centrale che lo rese uno dei più destri e vigorosi atleti nella storia dell’evangelizzazione cattolica. Così Dio prepara gli uomini e distribuisce come vuole i suoi doni con varia misura, compiendo nel disegno di un’opera comune quello che uno solo non avrebbe saputo o potuto fare. Parrebbe che chi aveva .concepito l’idea, avesse dovuto pure eseguirla, non mancandogli nè lo zelo nè la conoscenza della lingua, e che Dio abbia sbagliato facendolo morire: nò; nè Dio sbagliò, nè il Padre morì prima del tempo, quasi a motivo d’aver avuta quella idea, ma egli era un vaso che la natura aveva fatto così, tanto fragile che la morte doveva spezzare troppo presto; Dio però