— 263 — cano mai di assalire gli ospiti, con tanto più accanimento quanto •questi sono più puliti. Tutto ciò aggiunge miserie a miserie e sofferenze a sofferenze a quei poverini e non è raro che le malattie cutanee assalgano tutta una famiglia. Anche il commercio è primitivo. Anzi dovremmo dire col missionario che « ...manca affatto, e quindi anche il danaro. Ciascuno vive del prodotto del suo campicello e del latte degli animali che possiede specialmente in pecore e capre; si veste della pelle o della lana dei medesimi, che per lo più si lavora in famiglia, e quindi non ha bisogno di comperare che il sale, e un po’ dii caffè, acquavite o altra piccola cosa in occasione di grandi feste od inviti. Allora va alla città più vicina p. es. Jakova, Prise-rendi, Scutari, portando seco un po’ di fagiuoli, o grano turco, o conducendo una pecora o una capra, che vende o dà in cambio degli oggetti, che compera. Ma se manca il commercio esterno e colle città, c’è però il commercio interno, che nasce da obblighi, che ha uno verso d’un altro per « sangui », multe, pacificazioni, vendite, compre ecc. Questo si fa tutto in derrate e specialmente con grano, animali ed acquavite, che per le feste ed altre occasioni sono affatto indispensabili; ed è un costume girare per riscuotere alcune « oke » di frumentone o di « rakia » o acquavite o una pecora o qualche pezzo di pelle di capra o di bue per farsi le « opanghe ». Tale commercio si esercita tra gli abitanti di villaggi diversi e spesso distanti, e sono vere cambiali che l’uno fa sull’altro, e questi sopra il primo e via discorrendo, per schivare il trasporto del grano o d’altri oggetti da un villaggio all’altro, come altrove si schiva possibilmente l’invio di danaro. Le monete non si conoscono, e spesso vi si mostrano monete di tre o sei piastre, che sono delle più piccole e comuni, per domandarvi quanto valgono ». Prima di seguire il missionario nella storia del suo apostolato, riproduciamo anche il quadro che ci fa delle condizioni religiose di quelle montagne in particolare. Religione. — cc ...Non è forse molto più d’un secolo che alle poche famiglie turche degli Aga se ne unirono alcune altre di cristiani, che per entrare nella benevolenza degli Aga e del Governatore di Puka si fecero turchi, e così questi crebbero, come dissi, a una trentina di famiglie. Però non solo quelli che si fecero turchi ultimamente, ma anche i Zotnii vanno molto d’accordo coi cristiani, ne rispettano