— 165 — mercato. L’ordine tenuto dal missionario negli esercizi della missione fu diverso da quello delle missioni precedenti per secondare il bisogno della popolazione: verso mezzogiorno, quando il popolo era raccolto, teneva la prima predica, poi celebrava la S. Messa, e faceva seguire una seconda predica. Questo fu adottato poi definitivamente, quando una prima messa la mattina non offrisse occasione di rivolgere qualche parola al popolo. Il frutto superò l’aspettazione. 18 sanguinari pubblici e scomunicati si arresero alla parola di Dio e il parroco D. Nicolò Vjerdha, non rifiniva di benedire la Missione e di ringraziare il Signore. Nella quaresima del 1888 fu data l’ultima missione congiuntamente dal P. Jungg e da D. Agostino a Renci, villaggio ad oriente di Scutari, alla cui archidiocesi appartiene, e a Shllaku, villaggio di montagna che si stende lungo le valli e i poggi del versante sud-ovest della gran massa del monte Cukali. Questa parrocchia, come quella di Mazreku, posta sullo stesso versante della montagna, ma a circa metà strada verso Scutari, apparteneva alla diocesi di Sappa. Non ostante il cattivo tempo e la molta neve caduta in quei giorni, il concorso fu grande, e i contadini venivano due volte al giorno, mattina e sera. « Il M. R. Parroco accendeva due grandi fuochi, ed intorno ad essi — come si esprime il missionario — si aprivano due grandi scuole di Dogmatica e di Morale, una pei ragazzi, e l’altra per le ragazze, che facevano a gara nell’imparare quanto insegnavano i missionari. Numerose furono le confessioni e: « Questa volta sì, dicevano quei buoni contadini, questa volta sì ci siamo confessati bene ed abbiamo aggiustate le partite del-1:anima nostra! ». Molte restituzioni furono fatte in occasione di questa missione, e per parecchie settimane si continuò a porre in chiesa di nascosto attrezzi rurali, come zappe, badili, vomeri, ecc., affinchè coloro ai quali erano stati rubati, se li prendessero e portassero alle loro case ». Così a Renci. A Shllaku per la grande difficoltà che c’era di raccogliere la gente alla chiesa, dovettero girare per la parrocchia sebbene in tal modo non si possa dare una missione vera e propria ma solo qualche istruzione sommaria per pochi giorni. 11 P. Pasi nello stesso tempo lavorava nei dintorni di Alessio dove il fervore religioso di quei montanari gli riempì l’ani-