— 206 — shi stessa. Di là sappiamo ormai benissimo che strada tenere per rientrare in due giorni di strada al centro dal quale siamo partiti per accompagnare i Missionari. In generale però, siccome le missioni si danno nei mesi che le cime sono coperte di alte nevi per cui girano solo i lupi, da Lurja praticamente convien sempre riprendere per il ritorno la strada delle bandiere di Thkella. Dopo aver tracciato questo abbozzo geografico non solo ci sarà facile accompagnare nelle sue escursioni il P. Pasi senza bisogno di ingombrare nuovamente i singoli capitoli che vi corrisponderanno, con noiosi dati statistici, e con inutili ripetizioni, ma siamo pure in grado di comprendere la natura delle fatiche e dei sacrifici imposti dal viaggiare con mezzi affatto primitivi, per regioni che mancano delle comodità più elementari, durante stagioni che rendono molte volte o impossibile o assai pericoloso il portarsi dalPuna all’altra parrocchia di montagna e anche alle volte di pianura. Il meno che si esige dal missionario è di avere una salute che possa resistere a tutti i climi e alle più ostili e pericolose intemperie, e che possa adattarsi a qualunque genere di cibi. Ricorderò qui anche, se non l’ho accennato prima, che per es., il P. Giacomo Jungg non potè mai abituarsi al pane di frumentone che è la base dell’alimento fra i montanari, quantunque poveretti facciano dei veri sacrifici per imbandire il meglio che possono, la mensa pel missionario o per un ospite di riguardo. Non potendosi poi vestire il missionario come i montagnoli, con le calzature che è costretto a usare, e la sua sottana, & dovendo portare tutto quel che occorre per cambiarsi ogni tanto il bucato, e per coprirsi la notte in fagotti accomodati alla meglio in groppa alle bestie da soma, senza trovar mai armadi adattati dove poterli custodire e conservare, è incredibile lo sciupìo che si fa, e le spese che ne conseguono. Inoltre capita non di raro che bisogna pagare le guide, e anche quando non si dà denaro contante, bisogna sempre far qualche regalo di altro genere che a poco a poco fa giungere la somma delle spese a una cifra rilevante. Si aggiunga tutto quello che si regala ai ragazzi e alle ragazze che frequentano il catechismo, anche per poterli allettare, e sono centinaia e centinaia di rosari, croci, medaglie, abitini, o altro compreso sotto la denominazione di « divozio-