— 236 — li. — Cenni storici sulla Diocesi di Sappa. Quella che conserva tuttora la denominazione storica di « Diocesi di Sappa » (impropriamente Zadrima) era divisa un tempo dalla minuscola diocesi di Sarda, e da quella ancor più piccola di Dagno, che le furono poi incorporate. Dagno, che ora non è più se non un piccolo « bazar », come si direbbe alla orientale, o un mucchio di bottegucce o ospizi (alberghi : « han » di montagna) a cui il Governo della nuova Albania ha unito una stazione, o posto di telegrafo, e una guarnigione di gendarmi, era nell’epoca preislamica una cittadella e un castello, sede di un principe e di un vescovo. La sua posizione dove il Drino sbocca dalla stretta dei monti al piano, sopra una delle principali vie di commercio, le accresceva importanza. Dai documenti dei secoli XIV e XV apparisce che fu prima soggetta al dominio serbo. Lo zar Stefano Dusan regalava la chiesetta di S. Maria, ai piedi della fortezza con la gente e coi terreni e coi villaggi di Prapratnica e di Loncari al convento ortodosso da lui istituito dell’Arcangelo presso Prizrend. Passò poi in potere dei Balsa che vi tenevano una dogana importante. Giorgio Stracimi-rov lo cedeva insieme con Scutari, nel 1396, ai Veneziani, se non che prima della presa di possesso, se ne impadroniva il nobile Coya Zaccaria dominus Sabatensis et Dagnensis, dove « Sabatensis » si riferisce a Sappa (Sappata). Relativamente a Coya possediamo una lettera che gli diresse Papa Gregorio XII il 14 luglio 1414, con la quale lo riceve nell’unità della Chiesa Romana dopo che egli con tutta la sua famiglia aveano appartenuto allo scisma. Verso il 1431 vi troviamo per un certo tempo un governatore turco. Nel 1444 la Signora Bolja o Boja, figlia di Coya, riconsegnava la fortezza ai Veneziani insieme con la fortezza di Sati e altri luoghi. Skanderbeg lo prende a Venezia nel 1447 e lo restituisce l’anno appresso; nel 1456 passa nelle mani dei Dukagjini, ma Leke d’accordo coi fratelli lo cede nel 1458 nuovamente a Venezia. È' strano che nel 1456 la Signora Coya si lagni che il Papa abbia dato la cappella di S. Maria sotto Dagno a un ecclesiastico latino: la repubblica rispondeva