— 144 — ladini. I Padri del Collegio Pontificio pensarono fin da principio di venire in soccorso alla turba di quei miseri, che hanno bisogno non solo del pane che rifocilla il corpo ma specialmente di quello che nutre l’anima, ed è la parola di Dio. Fu organizzata pertanto fin da quel tempo un’opera intesa a dare un po’ di pane ai poveri e a insegnar loro il catechismo, del quale vi -era soprattutto allora un’ignoranza stragrande. Il P. Jungg fu uno di quelli a cui quell’opera piacque di più e vi fu operaio indefesso fin quando potè, e lo abbiamo visto gareggiare col P. Pasi nell’assumersi l’impegno di aver cura dei poveri'. Ciò doveva essere, poiché l’amore disinteressato ed efficace del povero entra nel genio proprio del Cristianesimo. Quando questo padre degli umili e degli afflitti d’ogni genere morirà, sarà grande l’angoscia e il pianto di tutti i poveri di Scutari. Del resto era così rinomata la sua benignità e mansuetudine, che cominciò a esser chiamato « l’agnello di Dio ». Accenno a un altro particolare che riguarda la Congregatone da lui fondata, si può dire, e diretta. Quando, come vedremo, egli dovette lasciarne la direzione, la sua mancanza fu talmente sentita, che quell’opera fu a un pelo per rovinarsi. II Padre che aveva preso il posto del primo direttore era lontano dall’averne le qualità eminenti; probabilmente non ne ebbe affatto lo spirito, senza il quale anche l’eloquenza e l’apparato esterno più appariscente non produce nessun effetto; quel Padre era Giuseppe Consolini, che dovette più tardi abbandonare l’ordine. Passando ora a toccare del P. Jungg come scrittore, diremo subito che anche questa fu per lui primariamente un’opera di apostolato. Il suo merito e il suo nome in proposito è legato al fatto dello sviluppo che diede all’insegnamento della lingua albanese. È opinione comune fra quelli che lo conobbero che egli era arrivato a parlare così bene la lingua del paese da non poterlo distinguere da un indigeno. Allora il popolo non ci teneva molto a uno studio elaborato della lingua che non era veicolo di cultura, mentre a scopi di commercio era necessario conoscere piuttosto l’italiano, ma per uno che voleva essere apostolo,