— 255 — irrigare il terreno. Tutto intorno è circondata da colline e monti di forma così varia che è una delizia a vederli. A levante d’Ibalia seguendo il corso del Drino si trovano sulla sua sponda sinistra più o meno alti sulla costa del monte i villaggi di Dardha, Msii, Arsti, Miliskan (Miliskau), Apripa cattiva (Apripa e keqe), Paravi, Gropa, Fira o Fierza. Questi villaggi sono tutti cristiani, e separati da Krasnice paese tutto turco, mediante il Drino. Dopo Fira sulla costa che guarda a settentrione vengono i villaggi di Gralisti, Bugioni, Kokdoda e Apripa ghurit, i quali confinano colla Diocesi di Pulati e ne sono separati dal Drino; come pure confinano colla stessa Diocesi gli altri villaggi ad occidente di Ibalia che sono: Merturi ghurit, Ciucesci, Vlhasci, Trovna e Beriscia che si compone di tanti piccoli villaggi o contrade sparse qua e là dovunque è un po’ di terreno coltivabile. Tutti questi villaggi con termine comune si chiamano Brige o paesi sulla sponda; dal singolare bregh, sponda. I monti che formano il bacino di Ibalia e la separano dai sopranominati villaggi, che alla distanza ciascuno di due, tre, quattro e più ore le fan corona, sono i più alti di questi luoghi e sono coperti di bellissime selve di quercie, faggi, pini e abeti; alcuni dei quali di sì gran fusto che si richiedono molti uomini per abbracciarli. Se questi boschi fossero in Italia varrebbero tesori; qui invece non valgono quasi nulla. Si trovano tratti grandissimi di quercie tagliate solo per prendere i ramoscelli colle foglie e darli in inverno agli animali, lasciando i tronchi a marcire sul terreno. Chi ha bisogno d’un pezzo di tavola, taglia un abete a forza di colpi di scure e con cunei la leva, giacché la sega qui non si conosce, e poi si lascia il resto a marcire, o a chi volesse cavarne qualche altro pezzo di tavola. Lo stesso si fa dei pini, del legno dei quali unicamente si servono questi montanari per far luce, non conoscendo qui nè olio nè petrolio. Si taglia un pino, se ne prende quanto si può portare e si lascia il resto. Mi dicono che questi boschi hanno gran quantità di selvaggine, come lepri, scoiattoli, volpi, caprioli, cignali, lupi, orsi; anzi alcuni di questi animali sono molto dannosi al paese, perchè nell’inverno la neve, che spesso cade altissima, li fa discendere nei villaggi per trovare di che viviere e fanno guasti uccidendo cani, pecore, capre, ecc. Il terreno è piuttosto arido e poco produrrebbe se fosse privo d’irrigazione, ma questa non manca, chè anzi quasi dappertutto è abbondantissima per le grandi sorgenti che escono da tutti i punti di questi monti. Sulla costa del Drino matura l’uva, ma i montanari non la coltivano molto, e si contentano di estrarre da essa acquavite di cui fanno grande uso, raro è che tacciano un po’ di vino cattivo. L'unico prodotto delle montagne è il