— 297 — cagioni il terreno cominciò a trovarsi scoperto; le piogge torrenziali che cadono in certi tempi, cominciarono a portar via la terra e a solcarla con vari rigagnoli e torrenti; il terreno in vari luoghi cedette, si formarono frane, o si aprirono immense crepature come per forti scosse di terremoto, scomparvero i campi, rovinarono le case; in somma a poco a poco si fecero guasti enormi, i quali crescendo ogni anno ridussero il paese in uno stato desolante. A chi la mira da uno dei punti più elevati, non può ricavare più tristo aspetto. Dalla parte d’Iballja, ad Oriente voi vedete una montagna altissima che è alla lettera solamente un monte di sassi, dove non trovate un arbusto, nè una pianticella, tranne qualche ginepro tra sasso e sasso. Dalla parte di Merturi, cioè a Settentrione, si vede un altro monte che un tempo doveva essere coperto di alte quercie ed ora non ne conserva che le radici scoperte. Per tutto ciò, laddove alcuni anni fa si poteva in Beriscia viaggiare a cavallo e servirsi degli animali da soma pei trasporti, ora appena si può camminare a piedi, e in molti luoghi solo arrampicandosi ed aiutandosi colle mani per non cadere. Fu qui che in un viaggio dovendo traversare un’immensa frana, la mia guida era costretta di andar passo passo, e scavarsi un po’ il terreno col calcio dello schioppo per farsi il luogo dove mettere il piede ». Avverto qui che dalle note, probabilmente, o dalle indicazioni orali del P. Pasi, si è inserita nelle lettere edificanti una descrizione mineralogica di Berisha che non risponde molto al vero. I minerali descritti non vi danno certo nell’occhio come vorrebbe il naturalista delle Edificanti. Ciò sia detto perchè non s'abbia a attribuire al P. Pasi quello che non ebbe in mente, e non corrisponde alla realtà. I due missionari si divisero il lavoro della grande e intricata parrocchia: il P. Pasi scelse per sè Brèbulla, Shkvinè, Race, Mi-luer; la sera del mercoledì rientrava in Iballja dove il P. Jungg l’aveva già preceduto di un giorno. Potè sciogliere un altro concubinato ma dovette seppellire fuor del luogo sacro un tale che si era ucciso per disperazione, al qual proposito nota il missionario che: « In questi monti qualche volta avviene di entrare in disperazione sì forte da torsi la vita, e ciò specialmente tra le donne ». Non si deve credere che ciò avvenga spesso, ma d’altra parte bisogna anche notare che la popolazione è assai scarsa, e però la percentuale può essere relativamente considerevole. Tut-