— 174 — che illumini, riscaldi e abbruci; e fuoco ci vuole dappertutto. La maggioranza della popolazione cattolica di questa Diocesi è formata dalle immigrazioni dei montagnoli della bassa Albania (intende l’Albania verso la costa del mare, in contrapposizione alle regioni di Kòsovo) qua arrivati col corredo degli immorali prodotti delle terre natie donde uscirono, e quindi i malanni e i bisogni dappertutto sono eguali, per curare i quali il metodo per iniezione sarebbe lungo, se non si applica insieme anche quello di estrazione o separazione. Con questo intendo di accennare alla necessità di levare dalle famiglie quanto sia più possi-ble, fanciulli e fanciulle che non abbiano toccato ancora i quattro anni, e quando si potesse anche degli ancor lattanti, per i quali ci vorrebbero due grandi Stabilimenti, in tutto affidati alle cure e alla direzione di Religiose, le quali ai piccoli e alle piccole facciano l’ufficio di Madri e di Maestre. Con questi Stabilimenti dovrebbero essere le scuole di arti e mestieri, agricoltura e pastorizia per i maschi, e per le femmine le scuole nelle quali s’insegna tutto ciò che occorre di sapere e fare ad una donna che deve vivere in campagna e fra il popolo nelle città da poter essere una buona madre di famiglia. Per i poveri Albanesi e per noi che siamo senza mezzi, tutti questi progetti, quantunque buoni e belli, si possono dire utopie; ma per un milionario di buon cuore la sarebbe presto una luminosa realtà. Ah invochiamo l’aiuto di Colui che è dives in omnes, e che cuncta scit et valet, onde il grano ora gettato su questa carta, e arrivato a V. P. R.ma, trovi umore e non inaridisca; poi sia passato altrove, e giunto a qualche terra buona, vi abbia a piantar bene le radici per produrre il desiderato frutto. Prima ancora di vedere e conoscere l’Albania, mentre mi trovava ai Piedi del Nostro S. Padre Leone XIII, aveva espresso questo pensiero e la necessità di realizzarlo, per la rigenerazione di questi popoli ». Mi sono indugiato nelle testimonianze di quest’uomo poiché fu uno dei migliori vescovi che abbia veduto mai l’Albania, e che ebbe, come accenna spesso nella sua corrispondenza, a soffrir molto dal governo turco, il quale tanto fece per impedir il suo libero ministero di pastore, che dovette esser trasferito altrove. E nella sofferenza e nella persecuzione si manifestò il suo animo eroico; e quando finalmente potè di nuovo metter piede nell’antica Sede della sua Archidiocesi, a Scopia, così scriveva al Padre Pasi giubilando: « Ringrazio Iddio, e prego V. P. R.ma e cotesti ottimi Padri a ringraziarlo meco, per avermi restituito per vie ammi-