— 320 — « Mentre martedì scorso veniva da lbalia vidi che si abbruciavano alcune kulle di Ilaja. La mattina stessa era successo un omicidio; restò ucciso Zunghèl Ademi, Capo di Raja, uomo «he godeva fama di forte, generoso e trim. Zunghèl aveva perduto una capra. Da non so quali conghietture giudicò che glie l’avesse rubata un tale. Gli domandò se gli avea rubato la capra; quegli rispose che no. Ebbene, disse Zungheli fammi giuramento con due plec o vegliardi (vecchiardi) che tu non l’hai rubata, come è uso di fare in caso di furto per liberare ■l’imputato. L’altro ricusò di fare il giuramento. Orsù, disse Zungheli fammi giuramento tu e tuo fratello e mi contento. Non ti faccio giuramento nè io nè mio fratello, rispose quello. Ebbene, disse Zungheli, la capra non te la lascio, e così si separarono. Poco dopo Zungheli usciva dalla sua casa per andare a seminare non so qual cosa nel suo campo, quando l’imputato ladro gli tirò una schioppettata che gli fracassò la testa. L’uccisore fu subito inseguito dai parenti di Zungheli, gli furono tirate varie schioppettate, ma egli si salvò di burrone in burrone finché entrò in un bosco e si sottrasse ai colpi e alle ricerche di quelli che lo inseguivano; i quali si recarono a fare tutto il danno possibile alla famiglia o casa di lui, depredando e bruciando, giacché così porta l’uso del paese, che il giorno dell’omicidio la parte offesa può fare qualunque danno alla casa dell'uccisore come rubar bestiame, abbruciare ecc. senza che debba rimborsare nulla, come dovrebbe fare se ciò facesse un altro giorno. Ciò poi che è affatto ingiusto e irragionevole è che si fanno questi danni anche ai parenti o vicini dell’uccisore, sebbene non abbiano avuto parte alcuna nell’uccisione, anzi la disapprovino ». 8 luti. — Ieri vedendo che il paese non aiuta la fabbrica della Cella per la povertà in cui si trova, e molto più per pigrizia ho stabilito, di finire il pian terreno, dove avremo due locali oltre il corridoio di ingresso e poi coprire. Esposi la cosa a parecchie persone principali che si trovarono nel piazzale della cella, ciascuno disse la sua strampalata, nissuno parlò con un po’ di criterio, e si finì con dire che era meglio fare come diceva io. Povera gente! oltre all’essere povera, ignorante, nemmeno ha un capo che sia uomo di proposito. Uno dei capi giuocava all’altalena sopra una trave come un bambino. Un altro stava lungo disteso supino con le mani incrociate sotto la testa mentre noi parlavamo. Uno nel mezzo del discorso interrompe per fare al vicino una domanda frivola e impertinente; questi vuoi prenderti l’ombrella per vederla, quegli ti prende il beretto e .se lo mette in testa, e provoca una risata in tutti i presenti, che