- 353 — -voleva ripartire per Brigje a continuarvi i suoi koniqe, fu .sorpreso dall’influenza, effetto sicuramente dell’estremo sciupio inflitto alle sue forze fisiche. Intanto che il F. Antunovic mani-dato a Scutari per accompagnare nelle sue escursioni il P. Jungg, fallite queste, ritornava a Iballja, il Padre si rimetteva in forze e il 5 marzo decideva di partire per Miliskau. Anche in questo viaggio quest’uomo di acciaio mostrò di che tempra fosse il suo spirito apostolico. « Molti eran di parere che non avremmo potuto passar la biescka per la gran neve, ma non potendo più differire, presi quattro uomini e tentammo il passaggio; riuscì, ma arrivammo a Miliskau stanchissimi. Tutta la notte seguente non fece che nevicare, la mattina continuava la neve a cadere; ebbi 30 comunioni, poi tentai di andare ad Arsti per levare il disturbo al konakgii e mandare il Fratello ad istruire i ragazzi. La neve continuava a cadere (e) la caduta mi veniva fino al còllo; due uomini ci aprivan la via; siamo arrivati ad Arsti assai stanchi. — La mattina seguente solo quattro o cinque persone vennero a Messa; erano tutti chiusi dentro dalla neve. Dissi che avrei fatto un'altra sosta tornando e andai a Msii. Qui trovai che erano morte due donne, la madre d’un gynatar e una gynatare e questa si dovea seppellire quella sera. S’era separata dal gynatar in malattia alla presenza di molti testimoni; avea amici le famiglie principali; il capo del paese è lui stesso gynatar, quindi si decisero farle il sepolcro nel luogo sacro. Arrivato io mi esposero il caso, e sentendo che io non permetteva che venisse sepolta in luogo benedetto, andarono nelle furie, e protestarono che si sarebbero fatti turchi tutti prima di seppellire altrove quella donna, e la portarono a seppellire nel sepolcro già scavato. Allora io non volli andar nel konak, ma andai come ospite da un amico, protestando che non avrei confessato nè benedetto, se non sì estraeva quel cadavere. Il paese entrò in sé; la mattina seguente tutti si unirono a me, chiesero scusa, e pregarono la famiglia della defunta a fare quanto io esigeva. Non fu possibile. Io partii per Dardha colla speranza che al mio ritorno avessero combinato ogni cosa. Si trattava di cosa difficilissima; la misi in mano di N. S. di Lourdes, e dissi la Messa a questa intenzione che ecc. Quattro giorni dopo mi si pregava di venire da Dardha in Msiu pel dissotterramento della gynatare. In Dardha feci quattro stazioni. Due gynatar separarono la donna e uno si unì in matrimonio, mortagli la legittima ». ' 23