CAPITOLO III. «Li mandava innanzi a due a due...» Sommario. — Primi esperimenti di una missione fra i contadini e i montanari — Entra in oampo il P. Giacomo Jungg — Virtù e benemeremo di questo padre — Opera di apostolato che svolse insieme con Mgr> Agostino Barbullushi nei villaggi e in alcune tribù. (anni 1880-1888). Dal quadro sommario che abbiamo traccialo della vita albanese nelle montagne cattoliche del Nord si rileva subito che per le sue basi etniche e morali, come anche per le occupazioni particolari e per la dispersione degli abitanti sopra regioni molte volte intricatissime e impossibili a percorrere in certe stagioni dell’anno, non si presta all’esercizio efficace e frequente del mi* nistero sacerdotale ordinario. Il parroco obbligato a risiedere per ragione stessa del suo ufficio alla cura non può accudire quanto sarebbe necessario alle frazioni della parrocchia che distano alle volte 5 o 6 ore di strada. Ne segue che non pochi fedeli non ye> dono quasi mai il loro sacerdote, poiché o non ci vengono essi medesimi alla chiesa impediti o dalle loro occupazioni, com’è il caso, per es., dei pastori, o dal tempo, o per abuso, o perchè le poche volte (una o due volte all’anno) che il parroco fa il giro della parrocchia per celebrare la messa e istruire, o confessare, essi non si trovano in casa. Inoltre certe leggi e abitudini o abusi inveterati, radicati per lo più nelle condizioni proprie della loro vita e in certe massime regolatrici del vivere che tengono per tradizione, sono fondamentalmente in contrasto con le regole e coi principi morali della vita cristiana. Il povero sacerdote, messo là a far da parroco fin dal primo anno dopo uscito dal seminario, isolato e lontano dai compagni di ministero, con la non lieve preoccupazione del vivere, si trova di fronte a un cumulo enorme di difficoltà. Bisogna dirlo francamente: sarebbe neces-