— 288 - venente. Se avvien loro qualche malanno, l’ha prodotto quello sguardo geloso e impertinente. Bisogna notare però che l’efletto di quello sguardo è indipendente dalla cattiva volontà di chi produce quell’atto; certo egli non ne è conscio; si potrebbe dir quasi che si tratta come di un effluvio pernicioso, magnetico, dipendente dalla qualità fisica dell’occhio che guarda, piuttosto che dalle qualità morali della persona. Ora per rimedio domandano il brevetto, che attaccano alla persona, o metton fra le corna dell’animale, o seppelliscono nel campo. Usano pure imbrattare o sfigurare la faccia dei ragazzi avvenenti, o ficcano in mezzo al campo sull’estremità di una pertica, il teschio d’un animale, perchè chi passa fissi lo sguardo su di esso piuttosto che sui legumi, ecc.; parrebbe, per conseguenza, che l’effetto fatale dello sguardo, avvenga e si sfoghi in un primo atto, come una forza che si esaurisce. Cosi si crede pure che se uno, per es., guarda un bell’animale, e esce in espressioni di ammirazione, deve aggiungere la parola Marshallà (Dio lo conservi) altrimenti l’occhio e la l-ode potrebbero guastar tutto. Alle volte, non c’è che dire, l’effetto magico è avvenuto. Per « incontro » (te ndeshun, t’hasun), intendono l’imbattersi o urtare in uno spirito (proprio così!) invisibile (: son le Ore le Zane o Shtojzovallet in generale). Ciò è causa d’infortuni, alienazioni mentali, mal caduco, mutilazioni, ecc. Anche contro casi simili domandano il brevetto, se nò ricorrono a pratiche diaboliche (magie, fattucchierie, ecc.). Per quanto si predichi non si riesce a estirpare simili pratiche o credenze, molto in voga anche al presente. Non si può negare, certo, che abbiano un fondamento in casi avvenuti, prescindendo da ciò che è puramente fantastico o errore volgare. Se alla credenza in codesti esseri preternaturali non si unissero pratiche superstiziose o magie in uso soprattutto presso gli hoxhà e i maxhyp (sorta di zingari), sarebbe da invidiarsi ai montagnoli il vivere che fanno in mezzo a un mondo così poetico e attraente, che infonde, per così dire, una possente animazione a tutta la natura.